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Indagini Poltel

Salice Salentino, medici diffamati on line: scattano 2 querele

polizia postale

Indagini per smascherare chi li ha accusati di «compravendita» di pazienti

31 Ottobre 2020

Fabiana Pacella

SALICE SALENTINO - Si allarga l’indagine sugli atti diffamatori ai danni di due medici condotti operanti a Salice Salentino.

L’inchiesta avviata da La Gazzetta del Mezzogiorno la scorsa settimana, è materia d’indagine e da parte della polizia postale di Lecce e da parte dei carabinieri della stazione di Campi Salentina.

Un doppio binario che non è da escludere possa portare ad un’unica attività a quattro mani in cui le competenze si affiancano per arrivare ad un obiettivo comune: la verità.

Gli ultimi sviluppi parlano di due querele presentate dalle due vittime, una ai carabinieri l’altra pronta ad approdare presso gli uffici della postale, nel capoluogo.

Tutto è partito, ricordiamo, da una fake new pubblicata sulla bacheca di un gruppo social su Facebook, in cui si riferiva dell’attività illecita di compravendita di pazienti nel bacino di utenza di Salice. Una sorta di migrazione da un medico condotto di famiglia che andava in pensione verso una collega, quasi in massa. Da lì l’insinuazione che si trattasse di un’operazione pilotata, illegale, su cui accendere i riflettori della stampa.

Non solo la fake sui social, diffusa sotto forma di screenshot della home page di un giornale on line locale (la cui redazione ha poi smentito ogni attribuzione, ritenendosi a sua volta vittima ulteriore del raggiro web, ndr) e poi scomparsa dalla rete, ma anche una corposa mail, su cui sono al lavoro gli investigatori.

La missiva elettronica, spedita da un indirizzo sospetto ad alcune redazioni giornalistiche, forniva dettagli specifici sulle attività dei due professionisti presi di mira, invitando ad approfondire e per questo indicava in calce anche le utenze personali dei due malcapitati.

Da un parte dunque, l’uso distorto del web con evidenti danni alla reputazione di due medici, dall’altra la diffusione rapida e con effetto moltiplicatore della notizia, dovuta proprio alla piazza più grande in assoluto, quella di internet. Nel mezzo, la levata di scudi- tutt’altro che virtuale -, dei pazienti dei medici, pronti a difenderne a spada tratta operato e correttezza.

Se gli autori della diffamazione volevano che si facesse chiarezza, non c’è che dire: la chiarezza e la verità stanno venendo alla luce, tassello dopo tassello, prove alla mano. Ché senza riscontri reali e documentali c’è poco da fare.

In entrambe le querele compaiono gli articoli pubblicati in merito su la Gazzetta, con i contenuti della mail incriminata e con allegata anche foto affissa presso il poliambulatorio dove operano e si alternano i medici condotti del paese, in cui figuravano nomi e utenze di tutti, a conferma che i pazienti del collega andato in pensione avevano piena libertà di scelta senza che nessuno coartasse o indirizzasse la loro volontà.

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