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Lecce, turismo e prezzi salati: scoppia la polemica della frisella

L’accusa: «Assurdo: alle bambine è stato vietato di mangiare il panino»

Lecce, turismo e prezzi: scoppia la polemica della frisella

LECCE - La «polemica della frisella» infiamma il dopo ferragosto sulle spiagge salentine. Un appuntamento - quello del dibattito sul caro scontrino - che arriva puntuale ad ogni estate. Domenica mattina, un imprenditore leccese si è ritrovato a pagare 44 euro per due friselle e due birre consumate su un lido a Porto Cesareo. Non avesse mai pubblicato la foto del ticket sul profilo Facebook: ha ricevuto oltre tremila commenti, in men che non si dica, tra il caustico e il benevolo, la solidarietà e il contrattacco. Soprattutto, tutti riflettono, in maniera più o meno diretta, sulla salute e sulle prospettive del turismo nel Salento. Proprio per questo, l’accaduto merita di essere chiarito e compreso.

«Siamo stati invitati in un lido “vip” a Torre Lapillo - scrive Sergio Valentini, il protagonista della storia, nel post di denuncia - Dopo aver pagato 30 euro per due lettini, ci siamo accomodati e abbiamo iniziato la nostra giornata, quando le mie bambine più un’amichetta, avendo fame, hanno preso i panini dal borsone. Apriti cielo. È arrivata la sicurezza che con arroganza e tono alto ordinava alle bambine di rimettere immediatamente tutto dentro, acqua compresa, poichè non si potevano consumare cibi portati da casa. A quel punto, ho detto alle bimbe di finire di mangiare e, rinunciando al mio panino, con tono educato ho ordinato per me e per mia moglie». E aggiunge la foto dello scontrino da 44 euro.

La precisazione di uno dei gestori del lido in questione, il Togo bay, arriva puntuale. «Intanto, i signori erano ospiti di due miei clienti storici - fa sapere Ilario D’Amico - con una comitiva di una quindicina di persone. Le frise che ha ordinato erano le più care: fatte con grano Senatore Cappelli e aggiunta di tartare di gamberi freschi, stracciatella, pinoli e datterini gialli. Costa 14 euro, ai quali bisogna aggiungere due euro per il servizio sotto l’ombrellone. Lo stesso per le birre: 4.50 al bar, 6 euro portata in spiaggia. La frisella base, sempre fatta con ottime materie prime, costa 5 euro».
Valentini conferma. «Ho ordinato ciò che mi garbava e ho pagato in anticipo - dice - Devo dire che era un piatto buonissimo e servito bene da persone educate e gentili. Sapevo quello che avevo scelto e quanto avevo pagato. Per questo sono rimasto sbalordito quando il personale di spiaggia ha rimproverato duramente le bambine perchè stavano mangiando un panino piuma, insistendo anche. È assurdo il divieto e inaccettabile il modo con il quale si sono rivolti a noi».
Il gestore dello stabilimento smentisce: «Le bambine hanno mangiato tranquillamente il panino, con i più piccoli siamo comprensivi. Quanto al divieto di portarsi il cibo da casa, è da dire che viene fatto anche per questi igieniche e di salute per gli stessi clienti».

A tal proposito, Mauro Della Valle, presidente di Federbalneari, ricorda che l’ordinanza regionale vieta diversi comportamenti in spiaggia, tra i quali, per l’appunto, quello di portarsi pietanze da casa, proibendo pure l’uso di determinati contenitori. «È consentito solo un piccolo snack, uno spuntino - aggiunge - al quale potrebbe essere assimilato il panino». Quanto ai prezzi del menù in spiaggia, Della Valle ritiene che una frisella potrebbe costare anche molto di più delle 16 euro. «Tutto dipende dal tipo di pietanza - dice - che sia più o meno esclusiva, di qualità, e dal tipo di servizio. Non dimentichiamo - tiene ad aggiungere Della Valle, che ogni infrazione all’ordinanza costa 1032 euro di multa».
Tra le migliaia di post, quello di una cliente, la quale, presente all’accaduto, riferisce che «i due bambini non sono stati assolutamente rimproverati dai ragazzi del servizio spiaggia, i quali hanno semplicemente fatto notare alla signora, intenta a mangiare focaccia da una teglia, che non era molto carino quanto stesse facendo».
I commenti sulla piattaforma social sono andati avanti, ieri, per molto tempo. «Non pensavo di scatenare tutto questo - il commento di Valentini - Se così è stato, è il caso di fare una riflessione».

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