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Analisi sulla carcassa

Otranto, lupo ucciso dal treno: la prova della ricomparsa

Il rinvenimento a maggio, la conferma dai campioni inviati a Rieti

Otranto, lupo ucciso dal treno: la prova della ricomparsa

OTRANTO - Il ritrovamento di una carcassa di lupo alla periferia di Otranto fornisce la prova scientifica: il «Canis lupus» è tornato a popolare l’area idruntina. I sospetti, nati dai numerosi avvistamenti e dalle diverse aggressioni alle greggi degli anni scorsi, hanno trovato conferma nei campioni prelevati dai tecnici del Servizio veterinario dell’Area C Sud della Asl di Lecce, diretti dal dottor Franco Leomanni, e analizzati dalla sezione di Rieti dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana.

La carcassa del lupo è stata ritrovata a maggio nelle campagne di Otranto, nei pressi della strada per Martano, non molto lontano dalla linea ferroviaria. L’animale era in stato di decomposizione. A causarne la morte è stato, probabilmente, l’impatto con un treno in corsa. I veterinari della Asl, in collaborazione con i carabinieri forestali, hanno eseguito prelievi di campioni di pelo, che sono stati inviati - insieme a due campioni salivari prelevati da altrettante pecore aggredite e uccise in zona Torre Sant’Emiliano e in zona Orte - ai laboratori di Lecce e, da qui, a Rieti. Ieri sono giunti i risultati tanto attesi: quella carcassa era di un «Canis lupus» e l’animale che aveva aggredito e ucciso le due pecore era, anche lui, un lupo.
«Abbiamo eseguito diversi campionamenti - spiega il dottor Franco Leomanni - e tre di questi ci hanno dato la certezza della presenza del lupo. Le carcasse risalgono a maggio. Siamo intervenuti su indicazione dei carabinieri forestali e abbiamo inviato i campioni all’istituto di Rieti, che è quello competente per l’identificazione del lupo». Già in passato c’erano state diverse segnalazioni della ricomparsa dell’animale nell’area idruntina. Alcuni esemplari erano stati ripresi da sistemi di videosorveglianza e da telecamere installate appositamente. «Nella nostra zona - continua il dirigente del Servizio veterinario della Asl - il lupo era considerato una specie scomparsa. In Puglia era ritenuto presente solo nella zona delle Murge e nel Gargano. Ma pochi mesi fa, nell’area di Nardò, era stata trovata positività in un campione prelevato sui resti di una pecora».

Ora, a dimostrare il ritorno del lupo c’è addirittura il ritrovamento di una carcassa.
«Le segnalazioni - spiega Leomanni - riguardano tutte singoli lupi. Non vengono mai segnalati branchi. Si tratta di capi sparuti, che agiscono da soli, e questo è abbastanza insolito. Non avendo la forza del branco, gli esemplari riescono ad aggredire solo un animale alla volta e probabilmente non si nutrono solo di pecore, ma anche di altri animali come volpi, cani o gatti». Un altro aspetto insolito è legato alla cadenza con cui si ripetono le aggressioni: «Sembra quasi che questi animali spariscano per lunghi periodi, per poi ricomparire. Da giugno ad oggi, per esempio, non abbiamo avuto nessuna segnalazione. È un fenomeno anomalo: solitamente un lupo che staziona in una zona ripete le sue aggressioni».
I risultati delle analisi saranno ora comunicati sia agli allevatori che sono stati interessati dalle aggressioni, sia al sindaco, affinché siano attuati tutti gli adempimenti amministrativi previsti. Non è escluso che si possa valutare la possibilità di un ristoro economico a chi dimostri di avere subìto danni dall’azione dell’animale.

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