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E la Fiera riparte per ricostruire

E la Fiera riparte per ricostruire

Il 3 settembre del 1947, dopo la bufera

03 Settembre 2022

Annabella De Robertis

«Ricostruzione» è l’emblematico titolo dell’articolo di spalla che compare in prima pagina su La Gazzetta del Mezzogiorno del 3 settembre 1947. La notizia è la ripartenza della Fiera del Levante: «La grande manifestazione torna al centro dell’economia e dei traffici italiani ed esteri. Passata la bufera tempestosa della guerra, Bari si accinge, nel quadro della ricostruzione che urge tutto il popolo italiano, a riprendere il suo posto nella vita economica nazionale ed internazionale». Nel 1947, dopo un’interruzione di sei anni a causa del secondo conflitto mondiale, si riesce in soli 87 giorni a rimettere in piedi una delle più importanti campionarie d’Italia, sicuramente la maggiore del Mezzogiorno. Il merito è del commissario straordinario dell’Ente Leonardo Azzarita, già direttore del Corriere delle Puglie e de La Gazzetta del Mezzogiorno, del suo vice Vittorio Emanuele Atlante, ex presidente dell’Associazione dei Commercianti di Bari, e del Sindaco del capoluogo pugliese Vitantonio Di Cagno.

La Fiera del Levante riparte puntando su un orientamento favorevole alla liberalizzazione degli scambi commerciali, in particolar modo con i più vicini Paesi del Mediterraneo. «Bisogna ricostruire: questo è l’imperativo che Bari tra le ferite e le distruzioni di cui pur essa è stata vittima durante la guerra, vuol assolvere. La guerra ha gravemente danneggiato ed in alcuni punti ha distrutto il suo porto, che ha reso enormi servigi alla causa anglo-americana e perciò durante i bombardamenti aerei era stato deliberatamente risparmiato, come quello che doveva essere il migliore ausilio per il trasporto di truppe e merci. Ma il 2 dicembre 1943 si incaricarono i tedeschi di fare quello che gli alleati non avevano fatto, gettando in aria parecchie navi cariche di munizioni, i cui relitti giacciono in gran parte nel fondo del mare. A questi danni altri se ne aggiunsero dopo il 9 aprile ‘45 in seguito allo scoppio di una nave carica di nafta» spiega sulla Gazzetta Mastrandrea.

«Occorre ricordare anche i danni che il quartiere fieristico ha subito durante la guerra: una valutazione approssimativa fa ascendere i danni a circa 500 milioni dei quali, quando l’Ente autonomo della Fiera iniziava il lavoro per la manifestazione di quest’anno, non aveva neppure un soldo in cassa. Eppure nessuno si scoraggiò: bisognava ad ogni costo dare alla Fiera il suo antico nome internazionale». Con questo spirito si arriverà, il 14 settembre 1947, a compiere «il miracolo» con l’inaugurazione dell’XI edizione della Fiera del Levante.

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