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Lo sprint finale ora non piace più. Il Bari di nuovo sul piede di guerra

Lo sprint finale ora non piace più. Il Bari di nuovo sul piede di guerra

No di molti club a playoff e playout. Domenica riunione con Ghirelli

BARI - E se tutto tornasse in dubbio? La serie C resta un rebus di difficile soluzione ed il Bari non sa ancora a quale destino è avviato.

Il sette maggio l’assemblea di Lega Pro chiedeva la sospensionedefinitiva del campionato 2019-20 con quattro promozioni a “tavolino” (Monza, Vicenza, Reggina capoliste dei tre gironi, nonché Carpi per media punti ponderata) ed il blocco delle retrocessioni. Una decisione ribaltata dal Consiglio Federale che, invece, ha disposto la ripresa dei tre tornei professionistici inducendo il Consiglio Direttivo della Lega Pro ad optare per la soluzione di disputare soltanto i playoff ed i playout. Un compromesso che, però, continua a non accontentare le società del terzo campionato nazionale. Vero è che nelle ultime ore è partita da oltre la metà dei club la richiesta di una convocazione d’urgenza di una nuova assemblea. Una volontà recepita dal presidente Francesco Ghirelli che ha proceduto convocazione della riunione in conference call domenica prossima, 7 giugno, un solo giorno prima del Consiglio Federale che avrebbe dovuto dare date e modalità definitive della ripresa anche in C.
Quale potrebbe essere quindi lo scenario? Da un lato, i club coinvolti nei playout non vogliono giocarsi la permanenza in gare secche: ci sono compagini che, dovendo riprendere a giocare, a quel punto preferirebbero il ripristino della stagione regolare per avere più gare e punti a disposizione per evitare la retrocessione. Dall’altro, i club coinvolti nei playoff si stanno scontrando con gli alti costi dei protocolli sanitari e con la necessità di corrispondere non meno di due mesi di contributi ed emolumenti ai tesserati.

Tra le società che hanno richiesto l’assemblea figurerebbe pure il Monopoli che pure aveva dato disponibilità a disputare i playoff. Peraltro, gli spareggi promozione sarebbero ad adesione: chi non volesse partecipare avrebbe solo il match perso a tavolino, senza altre conseguenze disciplinari.
Non è quindi da escludere che dalla Lega Pro parta una nuova richiesta di stop del torneo. Un’eventualità che porrebbe il Bari sul piede di guerra. Il club biancorosso, infatti, ha già predisposto per la settimana in corso tamponi e test sierologici a tutti i tesserati, in modo da ripartire già la prossima settimana con gli allenamenti collettivi. La famiglia De Laurentiis ha stanziato quindi una cifra superiore ai 120mila euro per mettere in pratica le disposizioni varate per il calcio italiano: facile immaginare che se giungesse un nuovo stop alla volontà dei Galletti di giocarsi sul campo la promozione in B, scatterebbe una linea difensiva dura e pronta ad arrivare in ogni grado di giudizio sportivo.

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