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Serie D

Bari, Cornacchini verso la panchina: con lui promosse Ancona e Città di Castello

Bari, la corazzata si è fermata
e la «frenatina» fa discutere

Due punti in due partite. E domenica faccia a faccia contro il Locri

BARI - Che ti succede, Bari? Nonostante l’apparente calma di Giovanni Cornacchini, la domanda è lecita. La corazzata biancorossa che impatta due gare di fila rappresenta senz’altro un motivo di riflessione. Esagerato parlare di crisi: in fondo i galletti sono ancora imbattuti ed in testa al girone I di serie D. Vantano sempre il miglior attacco del campionato (con 14 reti, ma in condominio con il Locri che, peraltro, insegue ad un solo punto di distanza) e la seconda miglior difesa (solo due reti al passivo): pertanto, i numeri continuano a dar ragione all’operato di società e staff tecnico.

Tuttavia, sarà bene non sottovalutare l’attuale congiuntura. Non tanto per la «frenatina», ma per quanto si è visto negli ultimi 180’. I campanelli d’allarme suonati nello 0-0 contro la Turris, infatti, sono rimbombati a Marsala. Per chi è abituato a vedere calcio d’altro livello (dal 1984 il Bari ha puntualmente bazzicato esclusivamente A e B), la serie D è uno «sport» diverso: non deve, quindi, meravigliare vedere l’indulgenza al lancio lungo o l’affidarsi allo spunto individuale di chi possiede colpi da categoria superiore. Tuttavia, desta meraviglia che una squadra tecnica come il Bari incontri difficoltà così evidenti nello sviluppo di una manovra convincente. Tra centrocampo e attacco sovente si evidenzia una frattura che lascia le punte poco servite ed abbandonate al loro destino. Non a caso, i componenti del reparto avanzato sono a secco da tre giornate. Una stranezza per chi, in questo campionato, vanta numeri inequivocabili: i vari Neglia, Simeri e Pozzebon hanno tutti toccato le 20 reti in D, Floriano e Brienza vengono addirittura dalla B, lo stesso Bollino è andato in doppia cifra lo scorso anno in C.

Posto che sarebbe stato impensabile continuare a rispettare la media dei tre gol a partita mantenuta nei primi quattro turni, è, però, possibile che un potenziale «letale» si sia inceppato? Se, peraltro, con la Turris il gol non è arrivato per motivi fortuiti (tiro respinto sulla linea e traversa colpita da Brienza, un altro paio di chance nitide), a Marsala i galletti sono andati a bersaglio solo grazie ad una goffa autorete, senza effettuare altre conclusioni verso la porta avversaria. Un particolare preoccupante per una compagine che dovrebbe avere mille modi diversi per impensierire l’avversario.

Ad ogni modo, le risposte ad ogni quesito arriveranno immediatamente. Domenica, infatti, al San Nicola Brienza e compagni saranno opposti al Locri per lo scontro al vertice del girone: una vittoria, manderebbe i biancorossi in fuga e scaccerebbe tutti i fantasmi. Oggi, il gruppo di Cornacchini comincerà a preparare il big match: oltre l’infortunato Siaoulys (la società sta valutando se reperire un altro portiere under), andranno valutate le condizioni del terzino sinistro D’Ignazio, alle prese con una distorsione alla caviglia: presenza in dubbio contro i calabresi.

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Commenti all'articolo

  • eleba

    23 Ottobre 2018 - 18:06

    Parliamoci chiaro,a parte due anziani come Brienza e Di Cesare il cinepanettonaro chi ha comprato? Capisco che in serie D non ci voglia giocare nessuno o quasi dei professionisti ma un centravanti di peso capace di garantire 20 gol e risolvere certe gare era necessario acquistarlo.A qualunque livello non è col nome della città che si viene promossi.Dal 1973 al 1977 per risalire dalla C alla B.

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