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la commissione parlamentare

Condanna definitiva
niente vitalizio all'ex on. Cito

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TARANTO - Niente vitalizio per i parlamentari condannati con sentenze passate in giudicato a pene superiori ai due anni di reclusione. Lo ha deciso ieri pomeriggio la competente commissione parlamentare, bocciando il ricorso presentato dall’ex sindaco di Taranto ed ex parlamentare Giancarlo Cito (ma anche da altri che si trovavano nelle sue stesse condizioni come ad esempio l’ex ministro Franco De Lorenzo) contro la revoca del vitalizio da deputato disposta dall’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati.

La decisione era stata impugnata da Cito, tramite gli avvocati Franco e Guglielmo De Feis, dinanzi alla apposita commissione parlamentare presieduta dall’onorevole Alberto Lo Sacco.

Gli avvocati di Cito avevano depositato alla commissione la documentazione sulla situazione economico-patrimoniale dell’ex parlamentare, sostenendo che la perdita del vitalizio impedirebbe di fatto all’ex sindaco di poter contare su un sostentamento economico, non avendo altri cespiti da cui attingere risorse.

Il nodo giuridico da sciogliere riguardava il principio di «autodichia», ovvero la prerogativa che consente ai due rami del Parlamento di risolvere, attraverso un organismo giurisdizionale interno, le controversie insorte con i propri dipendenti. Secondo i legali di Cito, invece, la delibera dell’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati avrebbe violato l’articolo 25 della carta costituzionale («Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge; nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso») in quanto a Cito è di fatto vietato adire un giudice per far valere il suo diritto represso. Unica possibilità per riavere il vitalizio secondo la commissione è quella di ottenere la riabilitazione penale.[m. maz.]

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