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FOGGIA - Acli e Centro studi naturalisti replicano al presidente dell’ambitop territoriale di caccia dopo che lo stesso esponente, in una intervista rilasciata alla Gazzetta del Mezzogiorno, aveva polemizzato con le associazioni ambientaliste sulla conversione di 801 permessi annuali di caccia alla “selvaggina migratoria” riservati ai cacciatori provenienti da fuori regione in ben 8010 permessi giornalieri con un conseguente notevole incremento della pressione venatoria.
Per gli ambientalisti le argomentazioni utilizzate dal Presidente dell'ATC sono facilmente confutabili oppure non pertinenti alla contestazione relativa ai permessi giornalieri e quindi inutili.
«Rimanendo, infatti, concentrati sulla questione dell'aggiunta degli 8010 permessi giornalieri a quelli annuali, le tre Associazioni forniscono alcuni dati reali. Tale operazione può moltiplicare il prelievo venatorio, fino a quasi quadruplicare, a seconda delle specie, il numero di animali potenzialmente abbattuti. Tanto per fare qualche esempio, il totale massimo delle allodole impallinabili con i soli permessi annuali è di 40.050 volatili ma se a questi permessi aggiungiamo gli 8010 il numero massimo sale a 120.150. Analogo discorso per le altre specie “sensibili”: pavoncella, da 20.250 con i solo annuali a 60.300 sommando i permessi giornalieri; codoni (una specie di palmipedi), quaglie e tortore dai 16.020 aumentano a 56.070; beccacce dai 16.020 a 32.040. Con questi numeri è difficile sostenere che si tratta di caccia ecosostenibile. Altro che "inutili allarmismi" ingenerati dagli ambientalisti come sostiene il presidente dell'ATC Foggia», dicono le associazioni che aggiungono:

«Il rappresentante dell'ATC per sostenere che i "cacciatori sono i primi a voler tutelare territorio e ambiente" ricorda che "decine di migliaia di euro sono state spese per attività di ripopolamento di fauna stanziale". A questo proposito le associazioni evidenziano che tali ripopolamenti di fauna stanziale non hanno alcuna influenza sulla pressione venatoria degli aggiunti 8010 cacciatori in quanto gli stessi sono autorizzati a sparare solo alla fauna migratoria. Inoltre, continuano le tre Associazioni, in Italia decenni di ripopolamenti non hanno quasi mai risolto il problema dell'impoverimento del patrimonio faunistico, determinando, invece, il dispendio d'elevatissime risorse economiche e creando ulteriori problemi come nel caso della proliferazione massiccia di cinghiali o delle lepri italiche del Gargano messe in pericolo dall'invasione di lepri europee. I lanci "pronta-caccia" sono una pratica aberrante che scaturisce da un'attività venatoria imperniata su criteri speculativi e “consumistici” ben lontani da qualsiasi principio di seria gestione venatoria. A dimostrazione vi è la circostanza che l'ATC Foggia non rende noti quali siano stati i risultati delle sue attività di ripopolamento. Eppure tali risultati dovrebbero essere documentati da attività di monitoraggio e censimento della fauna stanziale come espressamente prevede l'attuale legislazione sulla caccia».

Inoltre le Associazioni ricordano al Presidente dell’ATC di Foggia «che i ripopolamenti con lepre comune e fagiani sono fortemente sconsigliati dalla “Valutazione Ambientale Strategica Piano Faunistico Venatorio 2009-2014” prorogato e tuttora vigente.»
Un'altra argomentazione utilizzata dalla presidenza dell'ATC per sostenere la bontà dell'aggiunta degli 8010 permessi giornalieri è quella di cacciatori che danno un "contributo di sviluppo all'economia locale".
«La realtà è che la concessione di permessi di caccia giornalieri extra regione favorisce un turismo venatorio con bassissima ricaduta sulla presenza turistica mentre con quelli annuali si favorirebbe la permanenza per qualche giorno dei cacciatori, valorizzando in questo caso l'offerta del territorio alberghiera ed enogastronomica. Sono i numeri che raccontano una realtà diversa rispetto alla tesi dell'ATC e forniscono una fotografia del “turismo spara e fuggi”. Su 6090 cacciatori che hanno chiesto i permessi giornalieri lo scorso anno venatorio,1468 lo hanno richiesto per una sola giornata, 3301 per due giornate, 1162 per 3 giornate, 5 per 4 giornate, 154 sono i permessi richiesti e poi annullati. Si tratta di cacciatori che, come normalmente avviene, terminata la battuta di caccia ripartono», dicno Acli e Csn.

«In ogni caso - evidenziano le Associazioni -, pur ipotizzando che siano rimasti in loco per tutta la giornata autorizzata, si ottengono numeri che fanno sorridere se confrontati con i dati turistici “normali”: la loro somma corrisponde, infatti, a meno di una mezza giornata di presenze turistiche in periodo di bassa stagione nel solo comune di Vieste».
ACLI , Centro Studi Naturalistici e WWF Foggia confutano anche l'affermazione "La legge Regionale Pugliese è più restrittiva di quella nazionale" fatta dal presidente dell'ATC in quanto la stessa Legge consente ai cacciatori pugliesi la caccia alla migratoria in tutti gli ATC della Puglia. Di conseguenza in linea teorica l'invasione di doppiette in provincia di Foggia può arrivare a ben 22901 fucili quanti sono i cacciatori residenti in Puglia altro che "sport controllato e tutela del territorio" delineato dal presidente dell'ATC.

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