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In Puglia e Basilicata

I dati

Foggia si tiene su con il lavoro: recuperati tutti i posti perduti

Foggia si tiene su con il lavoro: recuperati tutti i posti perduti

Azzerata la flessione (6%) durante il biennio Covid, prima provincia in Puglia

25 Giugno 2022

Massimo Levantaci

Il rapporto Bankitalia post-Covid sulla provincia di Foggia offre il quadro di una provincia che corre a corrente alternata, grandi potenzialità e spunti di analisi interessanti. La Capitanata è infatti l’unica provincia in Puglia ad aver già recuperato tutti i posti di lavoro persi nei due anni dell’emergenza (2020-2021), un calo del 6% risultato il più consistente tra tutte le aree pugliesi. «Il ritorno ai valori del 2019, al netto dell’agricoltura, denota una capacità di recupero che non ancora si ravvisa su tutto il territorio regionale», sottolinea Maurizio Lozzi responsabile della divisione analisi e ricerca economica territoriale, intervenuto a Foggia in Camera di commercio con il direttore Piero Sambati della sede di Bari della Banca d’Italia.

Oltre l’occupazione la provincia di Foggia si tiene su con i depositi nelle banche: la percentuale è in crescita del 10,5% nel 2020 e del 6% nel 2021 per un totale di 11 miliardi 211 milioni, dati riferiti a famiglie e imprese (trend in crescita più o meno nella stessa misura nelle altre province pugliesi).

La rincorsa sull’occupazione è stata impetuosa e incisiva, l’agricoltura continua a dominare la scena sul piano economico e i dati si traducono in autentici primati a livello regionale: con il 90% di produzione del pomodoro pugliese, il 75% del frumento duro e il 50% di uva da vino Foggia fa reparto a sé sul piano agricolo. E la filiera finisce per condizionare tutti gli altri fattori di un’economia che dall’agricoltura può svilupparsi in qualunque altra direzione. Ne è consapevole Filippo Schiavone, vicepresidente camerale e presidente di Confagricoltura Foggia, intervenuto subito dopo la presentazione dei dati: «La crescita dell’agricoltura in Capitanata ha qualcosa di miracoloso, in un territorio così assetato e poco infrastruttrato sul piano irriguo. Il piano nazionale di ripresa e resilienza sarà l’ulteriore banco di prova, dobbiamo utilizzare questi finanziamenti per migliorare le condizioni produttive degli agricoltori e la catena dell’indotto».

Anche per l’università lo sviluppo economico passa attraverso l’agricoltura: «Le imprese ci chiedono gli strumenti per vendere i prodotti sui mercati del mondo - afferma il prof. Antonio Corvino, ordinario di economia aziendale - l’idea c’è, adesso però passiamo all’azione: propongo un tavolo permanente che sia non in funzione del bando di turno, ma che guardi alla crescita del territorio ognuno per le proprie competenze». Corvino ammette un deficit di capitale umano, anche da parte di quei giovani neolaureati che trovano posto al Nord: «Il 78% dei neolaureati foggiani già lavora dopo il primo anno, ma la vera Puglia è a Milano: dobbiamo creare una rete che li trattenga qui».

Sulla scarsità di risorse, acqua soprattutto, Confindustria annuncia un piano: «La valorizzazione di oltre mille laghetti artificiali, alimentati da impianti fotovoltaici. A breve riprenderemo il progetto interrotto un anno fa per la pandemia».

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