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Foggia, l’Università apre il forum con otto atenei, obiettivo avvicinare le aziende

Un futuro e un lavoro (in loco) per i neolaureati. Agli incontri le università di Bari “Aldo Moro”, Politecnico e Lum, di Chieti, del Salento, Partenope Napoli, Reggio Calabria, Teramo

Università di Foggia

FOGGIA - Non basta incontrare le aziende, come l’università di Foggia fa da un anno con “Job”, è necessario che siano le università a mettersi in rete sviluppando idee, progetti e analisi per capire dove sta andando il mondo del lavoro e quale offerta consigliare ai ragazzi. È significativo che questo spunto parta ancora dall’ateneo foggiano che ha aperto ieri a Palazzo Dogana una due giorni con otto università meridionali per discutere ed elaborare proposte in tavoli tematici. A Foggia sono cominciati ieri e proseguono oggi incontri tra i rappresentanti delle università di Bari “Aldo Moro”, Bari Politecnico, Lum di Bari, università di Chieti e del Salento, Partenope Napoli, Reggio Calabria, Teramo, un buon numero anche se l’invito era per dodici (i delegati di Palermo, è stato riferito, hanno perso l’aereo). I dati sulla occupabilità in loco dei ragazzi foggiani neolaureati continuano a essere poco entusiasmanti, così molti non trovando offerte se ne vanno. Anche se qualcosa nel placement (collocamento) si sta muovendo come ha fatto notare il direttore del dipartimento di Agraria, Agostino Sevi: «Prima le aziende agroalimentari diffidavano dell’istituzione accademica, ora dopo aver rotto il ghiaccio sono loro a venirci a chiedere giovani da collocare».

L’obiettivo dell’università foggiana è fare orientamento, formazione «se possibile già dal primo anno» e provare a far gravitare i neolaureati in ambito universitario anche oltre i tempi canonici del post-laurea per agevolarne il contatto con l’esterno. Strategiche le nuove tecnologie, ormai anche la scelta di personale si fa su internet. Al punto che ieri Enzo Palma, art director di Sinkronia (la società cui l’università foggiana ha affidato la nuova piattaforma, si legga articolo a fianco) ha detto senza mezzi termini che «la preparazione universitaria conta fino a un certo punto se il neolaureato non risponde a determinate caratteristiche». E allora ecco l’esigenza di costituire una piattaforma, agevolare il dialogo e il confronto sulla rete. «Un obiettivo - ricorda il magnifico rettore Maurizio Ricci - che il legislatore aveva già previsto con la legge delega numero 30 del 2003». Il rettore foggiano ha aperto a tutte le altre universitarie per stimolare sinergie e confronto, ma l’obiettivo è sostanzialmente quello di tenere in sede i neolaureati: «Parto dal presupposto che i laureati debbano trovare occupazione nel territorio in cui hanno studiato. I centri per l’impiego funzionano poco, le strutture private lo stesso. Il principale strumento di reclutamento sono le famiglie, ma il placement così come viene concepito e strutturato oggi rappresenta una vera emergenza per lo sviluppo del paese». Il “thinktank” aperto all’Ateneo dauno vuol dare la spinta, andare anche oltre quel peccato di autoreferenzialità richiamato in apertura dalla delegata del rettore all’Orientamento, Lucia Maddalena: «Facciamo le ricerche giuste per i nostri ragazzi?». «I dipartimenti con migliore occupabilità - rivela - sono quelli di Ingegneria, poi Medicina e infine l’indiricco Economico-Statistico, il big data.

Ma i ragazzi devono sapersi mettere in gioco mentre da noi nelle famiglie sono troppo coccolati». L’intento, magari non dichiarato di questo scambio, è anche quello di superare barriere e forse preconcetti con gli atenei del Nord: «Sul ”Job & Orienta” dell’università di Verona, non c’è traccia del “Job” che noi già facciamo a Foggia, la valorizzazione del sistema duale porta a interfacciarsi con il modello tedesco», dice stizzito Giovanni Messina, delegato del Rettore alla Ricerca scientifica e tecnologica. «Con il Festival della ricerca dobbiamo portarci fuori - aggiunge - siamo la quinta università al Sud per produzione scientifica, forse non tutti lo sanno». Il confronto con le altre università che Foggia chiede è un modo per incrociare opportunità, bisogni e vantaggi da eventuali scambi. L’università foggiana «ha visto incrementare del 35% le iscrizioni negli ultimi anni proprio grazie alle attività che ci portano all’esterno: prima ne facevamo dieci all’anno, ora una settantina», ammette Rita Sarao’ (orientamento e placement). Il “Job” che conta già «250 assunzioni di neolaureati in aziende: non molto - afferma - siamo consapevoli che pur in un territorio difficile come il nostro si possa fare molto di più».

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