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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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La decisione

Società foggiana, restano in cella
i due mafiosi condannati in appello

Niente scarcerazione per Alessandro Lanza e massimo Cassitti arrestati nel 2013 e condannati a oltre 8 anni di carcere (confermati a luglio scorso)

Società foggiana, restano in cellai due mafiosi condannati in appello

Rigettate le richieste difensive, restano in carcere due presunti mafiosi foggiani - Alessandro Lanza di 40 anni e Massimiliano Cassitti di 42 anni - condannati ad oltre 8 anni nel processo d’appello «Corona», inchiesta sulla «Società foggiana» per la quale furono arrestati dai carabinieri del «Ros» il 16 luglio del 2013 - giorno del blitz contrassegnato dall’emissione di 23 ordinanze cautelari - e per la quale sono tuttora detenuti. I difensori chiedevano alla corte d’appello di Bari la scarcerazione di Lanza e Cassitti dopo la riduzione di pena di un mese fa: considerati gli oltre 5 anni di carcerazione preventiva già sofferti e la liberazione anticipata di oltre un anno e mezzo cui avrebbero diritto per buona condotta, i due imputati - argomentava la difesa - hanno di fatto già scontato gran parte della condanna. Per i giudici la liberazione anticipata si calcola a condanna definitiva e quindi hanno rigettato le richieste di rimessione in libertà.

Lanza, Cassitti e un terzo foggiano imputato a piede libero - Michele Carella di 76 anni - sono stati condannati in appello a Bari lo scorso 13 luglio a complessivi 27 anni e 8 mesi di reclusione, dopo essere stati riconosciuti colpevoli a vario titolo di associazione mafiosa quali affiliati alla «Società foggiana», estorsione e tentata estorsione, ricettazione ed armi per fatti che risalgono al 2006-2008. I giudici della prima sezione penale della corte d’appello di Bari avevano ridotto di poco più di due anni le condanne comminate in primo grado a Lanza, cui sono stati inflitti 8 anni e 8 mesi di reclusione; e Cassitti, la cui condanna è scesa a 8 anni e 3 mesi nel processo bis. Pena invece integralmente confermata - 10 anni e 9 mesi - per Carella.

In primo grado - sentenza del Tribunale di Foggia pronunciata il 27 aprile 2017 - a Lanza furono inflitti 10 anni e 9 mesi; a Cassitti 10 anni e 4 mesi; ed a Carella 10 anni e 9 mesi. Nel processo d’appello la difesa di Lanza e Cassitti ha rinunciato al principale motivo d’appello, l’assoluzione, ed ha sollecitato una sensibile riduzione di pena; anche il sostituto procuratore generale si era detto d’accordo a limare le condanne di primo grado, chiedendo che lo sconto si limitasse ad un anno a testa: 9 anni e 9 mesi quindi per Lanza ; e 9 anni e 4 mesi per Cassitti.

Discorso diverso per Michele Carella, per il quale il pg aveva sollecitato la conferma integrale del verdetto di primo grado e la difesa l’assoluzione.

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