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Come diceva Giorgio Gaber l’ideologia, malgrado tutto, credo ancora che ci sia

Come diceva Giorgio Gaber l’ideologia, malgrado tutto, credo ancora che ci sia

Come diceva Giorgio Gaber l’ideologia, malgrado tutto, credo ancora che ci sia

 
Lino Patruno

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Lino Patruno

Come diceva Giorgio Gaber l’ideologia, malgrado tutto, credo ancora che ci sia

Giorgio Gaber e la parabola sociale del pensiero

Tra «Ius Scolae», «fine vita», ambiente e politica, in fondo si può credere nella democrazia del pensiero

Sabato 20 Agosto 2022, 15:31

Tutti a dire che non ci sono più destra e sinistra: me ne siamo davvero convinti? Sono passati quasi trent’anni da quando se lo chiedeva Giorgio Gaber. Magari non ci sono più le ideologie del secolo scorso. Magari ora chiamiamole Barbie e Lol. Magari consideriamole più concezioni di vita che programmi politici. E però ora che andremo a votare non è che un centro-destra e un centro-sinistra non ci saranno, comprese una destra-destra e una sinistra-sinistra. E se riteniamo che stando in Europa non potremo che seguire le regole dell’Europa, c’è modo e modo di essere Europa.

E allora. Europei convinti o europei un po’ scettici? Un’unione sempre più stretta o Stati che conservino ampi pezzi della propria sovranità per motivi più o meno fondati? E così la cosiddetta scelta atlantica, cioè scelta dell’Occidente, Nato compresa. O assumere una posizione più indipendente con lo sguardo a regimi più illiberali nella crisi delle democrazie rappresentative? E a una nuova distribuzione di poteri nel mondo? E le diseguaglianze. Diseguaglianza non è solo povertà. Diseguaglianza è anche lavoro povero. Diseguaglianza è anche poco lavoro femminile. Diseguaglianza è anche poco lavoro giovanile. Diseguaglianza è anche divario fra Nord e Sud. Cercare di risolvere uno per uno questi disagi o puntare su un benessere più generale che premi chi è in vantaggio ma faccia salire il livello di tutti? È vero che con l’alta marea salgono anzitutto i panfili dei ricchi, ma salgono anche le barche dei pescatori. E continuare a puntare sulla locomotiva del Nord perché il Sud ne raccolga una parte?
Vedi di recente spiagge e tassisti. Se aprire alla concorrenza (che conviene ai consumatori) o difendere imprese e lavoratori che temono danni. Così le tasse e l’evasione fiscale.

Chi è convinto che non si paghino quanto si dovrebbe perché sono troppo alte. E chi ritiene che siano troppo alte perché in troppi non le pagano. Destra e sinistra qui dovrebbero avere un senso. E la proposta (Lega) sulla flat tax, tassa piatta, percentuale bassa e per tutti, ricchi e meno ricchi. Gli uni: crescerà l’economia con un vantaggio generale. Gli altri: sarà un regalo ai ricchi e ridurrà le entrate dello Stato per i servizi sociali.

E i diritti civili. Lo Ius Scolae: cittadinanza italiana ai figli di immigrati che hanno frequentato le scuole in Italia. Lo ius Soli: cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati in Italia. Con chi si oppone perché bisogna pensare prima agli italiani. E chi lo considera l’unico mezzo per rimediare all’inverno demografico: non facciamo più figli e ne avremo bisogno. E cosa serve perché questi bambini tornino a nascere. Politiche per la famiglia, si dice. Finora l’unico campo in cui sono (siamo) stati tutti d’accordo: non si è fatto nulla. Mentre 100 mila giovani all’anno se ne vanno all’estero perché in un’Italia più giusta e con un futuro si crede sempre meno. Destra o sinistra che siano.

E il «fine vita»: la vita è mia e posso rinunciarvi se e quando voglio, o la vita non è un fatto privato e si deve dar conto alla comunità? E così l’aborto. E così il divorzio. E la difesa delle differenze sessuali, perversioni sociali o diritti individuali? Con la scuola alla base di ogni progresso ma sulla quale si sono finora sviluppati giochi senza frontiere con un risultato unico: sempre il peggior trattamento d’Europa. Da destra e da sinistra. Fino alla forma dello Stato, recentissima nuova entrata della campagna elettorale. Italia repubblica parlamentare o Italia repubblica presidenziale. Conferma della Costituzione uscita dalla sconfitta del fascismo. O modifica della Costituzione sull’altare di una migliore governabilità. E poi l’energia (nucleare o no).

E l’ambiente (rigassificatori in mare o no). E così le libertà, a cominciare da quella di stampa. E le minoranze. E la guerra in Ucraina. E l’inflazione. E il Covid. L’ideologia, l’ideologia, malgrado tutto credo ancora che ci sia, diceva Gaber. Ora si potrebbe tradurre: il mondo che vorrei per me e per chi verrà. Quanto a destra e sinistra, per il geniale cantautore milanese era di destra fare il bagno nella vasca, la doccia invece di sinistra. Finché non ha dato una versione più territoriale Luciano De Crescenzo: la doccia è milanese perché ci si lava meglio, consuma meno acqua e fa perdere meno tempo. Il bagno è invece napoletano. Un incontro con i pensieri, i sentimenti.

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