Martedì 21 Aprile 2026 | 15:33

Decaro, il PD, le spese e gli spasmi di tutti per il futuro di Michelone

Decaro, il PD, le spese e gli spasmi di tutti per il futuro di Michelone

Decaro, il PD, le spese e gli spasmi di tutti per il futuro di Michelone

 
Rossana Gismondi

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Rossana Gismondi

Il commento di Rossana Gismondi: «Decaro, il PD, le spese e gli spasmi di tutti per il futuro di Michelone»

Finalmente, Decaro avrebbe reciso un cordone ombelicale ormai sfilacciato e vicino alla cancrena. Alla fine di questa telenovela che ha francamente stufato, potrebbero vivere tutti felici e contenti almeno per un anno e persino senza spasmi

Martedì 21 Aprile 2026, 14:04

Tra qualche giorno la vicenda della ricollocazione dell’ex presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dovrebbe essere definita: il Csm indicherà la località in cui potrà riprendere il suo ruolo di magistrato.

Nei giorni scorsi, su questo giornale, il senatore di Fdi, Ignazio Zullo, (intervista dell’ottimo Michele De Feudis) è stato netto: «C’è una spasmodica preoccupazione di Decaro volta ad assicurare una consulenza di 130mila euro annui per Emiliano che per 5 anni fanno 650mila euro. Allo stesso tempo - dice Zullo - troviamo Decaro darsi da fare per tassare i pugliesi. È un principio immorale». Il riferimento è alla voragine della sanità pugliese, il cui debito pare persino essere superiore ai 369 milioni. Sia chiaro: il ragionamento di Zullo non fa una piega. Aumentare le tasse ai pugliesi per ripianare il debito esploso sotto la doppia presidenza di Emiliano, ed essere pronti a pagare 650 mila euro in tre anni all’ex presidente, è a dir poco sconcertante.

Più che vergognosamente sconcertante, se si pensa che recentemente si era ventilata pure l’ipotesi di farsi carico (come Regione) dei contributi previdenziali cui ogni consulente esterno – ovunque - provvede in autonomia. Il che avrebbe significato non la tutela di un diritto, bensì quella di un privilegio. Tutela insopportabile, probabilmente neppure praticabile (immaginate i ricorsi legali di tutti i consulenti degli enti pubblici?) che certamente Michele Emiliano per primo, non avrebbe accettato.

Tuttavia la questione, con il diniego del Csm e la definitiva pronuncia ad una nuova sede, ha calmato quella che Zullo definisce una spasmodica preoccupazione.

Ora, riflettendo senza sparare sulla Croce rossa e senza facili populismi: quante volte è stato ripetuto - allo sfinimento - che Decaro deve la sua ascesa ad Emiliano, suo mentore sin da quando, oscuro ingegnere, venne nominato assessore al traffico da Emiliano neoeletto sindaco di Bari?

Può piacere o meno, essere politicamente scorretto o meno, ma è un dato di fatto: il legame tra i due, talvolta burrascoso, è reale, mai celato. Trasparente, direi.

La domanda dunque sorge spontanea: come mai della «spasmodica» ricerca si è fatto carico solo il presidente Decaro e non pure il Pd che molto deve ad Emiliano, avendolo portato di fatto a colorare di rosso (sbiadito ma pur sempre rosso) una Regione che, sino a Vendola, era territorio del centrodestra?

E qui si potrebbe aggiungere: un centrodestra che si è fatto del male da solo, facendosene ancora ad ogni elezione, dalla scomparsa del mai troppo compianto Pinuccio Tatarella. Ma questa è un’altra storia. E merita non un’analisi a parte ma una intera enciclopedia.

Dunque, tornando al Pd: si dice da tempo che Emiliano guardi - per le ormai prossime elezioni politiche - a Roma, Palazzo Madama. Nel mezzo, il nostro si intrattiene scoprendosi scrittore. Ma a Roma potrebbe lavorare, salendo sulla macchina del partito per la vittoria elettorale. Una vittoria difficile da portare al successo ma non impossibile. L’esperienza di Emiliano potrebbe centrarsi sulle problematiche del Mezzogiorno, sulle criticità. Criticità che risolte o perlomeno affrontate servono a portare acqua, cioè voti, ad un partito che vorrebbe tornare al Governo.

Chi potrebbe conoscerle meglio di uno come Emiliano che le ha vissute e cavalcate in Puglia? Quale consulente migliore potrebbe avere la Schlein che pure tempo fa indicò per lui una strada romana da percorrere?

La politica a Roma ha una caratteristica eterna. Assorbe e rigenera, come una crema al collagene.

Eppoi, Emiliano a Roma lontano ma ben posizionato - a libro paga del partito non dei cittadini - con la coalizione di centrosinistra vincente alle prossime politiche, sarebbe pronto a fare ciò che l’ex-amico Renzi, ai tempi, gli negò all’interno del governo che presiedeva: il ministro.

Finalmente, Decaro avrebbe reciso un cordone ombelicale ormai sfilacciato e vicino alla cancrena. Alla fine di questa telenovela che ha francamente stufato, potrebbero vivere tutti felici e contenti almeno per un anno e persino senza spasmi.

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