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In Puglia e Basilicata

il commento

Nel segno di Moro a 44 anni dalla sua uccisione. Un patto per i giovani

Aldo Moro (1916-1978)

Aldo Moro (1916-1978)

Domani, 9 maggio, il Consiglio Regionale della Puglia celebrerà il ricordo del grande statista a Lecce, nell’atrio di Palazzo Adorno

08 Maggio 2022

Loredana Capone

Domani, 9 maggio, ricorre il 44esimo anniversario dall’assassinio di Aldo Moro: il Consiglio Regionale della Puglia celebrerà il ricordo del grande statista, alle ore 11.15, a Lecce, nell’atrio di Palazzo Adorno.

Il 9 maggio ricorre il 44esimo anniversario dal ritrovamento di Aldo Moro dopo 55 giorni di prigionia a seguito del barbaro rapimento compiuto per mano delle «Brigate Rosse». Una data che, anno dopo anno, è entrata a tutti gli effetti negli appuntamenti di celebrazione e commemorazione collettiva del calendario civico italiano. Sono sempre di più le Istituzioni, le scuole, le associazioni, che in questa occasione, nel tempo istituita come «Giornata in memoria delle vittime del terrorismo», si ritrovano a ragionare sulla violenta stagione del terrore e sulle vite interrotte per mano di opposte ideologie. Che questo appuntamento ricada proprio il giorno del ritrovamento di Aldo Moro è un dato di assoluta rilevanza. Con il rapimento e l’uccisione di Moro si è voluto colpire un modo di fare che stava accompagnando il Paese verso un balzo in avanti. La violenza del terrorismo ci ha strappato la sua capacità di analisi, il suo radicale attaccamento al valore del dialogo, la nobile arte del confronto, il suo credo politico e spirituale. Noi, classe dirigente pugliese e italiana, cittadine e cittadini di questa terra e dell’intero Paese, dobbiamo ricordare questa data, la sua tragicità, quello che si porta dietro. Noi tutti abbiamo il dovere di studiare, conoscere, approfondire il suo pensiero e impegnarci, notte e giorno, per praticare le sue visioni. È la via maestra per raccogliere il suo testimone.

Per questa ragione con il Consiglio Regionale della Puglia ogni anno pianifichiamo percorsi di approfondimento con le scuole, nelle biblioteche, incontrando docenti e alunni. Per questo abbiamo istituito una borsa di studio a lui dedicata. Perché Moro non perdeva occasione per ricordarci quanto la formazione e lo studio siano la porta principale per il riscatto sociale di ogni giovane. Per questa ragione, in questo 44esimo anniversario, abbiamo deciso di commemorarlo, invitando i sindaci a venire accompagnati dai sindaci dei consigli comunali dei ragazzi.

Un gesto simbolico, certo, che vuole però dare seguito al grande impegno di Aldo Moro verso le nuove generazioni. Lui, che durante la fase dei grandi conflitti generazionali del ’68, dirigente e statista del grande partito che governava da decenni il Paese, la Democrazia Cristiana, decideva di non arroccarsi in difese stantie e inerzie, di non essere mero megafono delle variegate istanze. Lui, uomo salentino forte dell’esperienza dell’insegnamento all’Università di Bari, decideva di chiamare i giovani a un ruolo di responsabilità, a non accontentarsi della sola protesta, di non essere amplificatori di slogan. Credendo nel grande potenziale innovativo delle nuove generazioni, guardandole negli occhi, spronava tutte le ragazze e tutti i ragazzi a non disprezzare le radici solo perché tali ma a mettersi al servizio del Paese, liberare le energie in favore di un processo di giustizia, organizzarsi orgogliosi per affermare, senza facili isolamenti, principi e sogni. Quello stesso 9 maggio, a qualche centinaio di chilometri di distanza, veniva ammazzato anche un altro grande uomo, un giovane che dell’impegno in prima persona, della forza delle proprie idee, del bisogno di cambiamento vero e partecipato aveva fatto una battaglia: Peppino Impastato. Due figure diverse, quella del giovane ragazzo di Cinisi e quella dello statista pugliese, per ideologia, generazione, visione del mondo, ma entrambi italiani e figli del Sud, accomunati dall’attaccamento ai grandi valori della Repubblica e mai disposti a mediare rispetto alla propria moralità, al contrario, sempre impegnati a rendere migliore il proprio Paese.

Oggi, 44 anni dopo queste terribili tragedie, in un tempo segnato purtroppo da rinnovati venti bellici, vogliamo commemorare il loro sacrificio chiedendo ai consiglieri regionali e ai sindaci pugliesi, alla presenza della futura classe dirigente rappresentata dai sindaci dei ragazzi, di sottoscrivere un patto d’impegno per le nuove generazioni, che sappia infondere i valori della Costituzione e la grande lezione lasciata in eredità da questi grandi uomini in ogni Comune, ogni scuola, ogni famiglia. «La diversità che c’è tra noi - ha detto Moro - non ci impedisce di sentirci partecipi di una grande conquista umana. Non è importante che pensiamo le stesse cose, che immaginiamo e speriamo lo stesso identico destino; è invece straordinariamente importante che, ferma la fede di ciascuno nel proprio originale contributo per la salvezza dell’uomo e del mondo, tutti abbiano il proprio libero respiro, tutti il proprio spazio intangibile nel quale vivere la propria esperienza di rinnovamento e di verità, tutti collegati l’uno all’altro nella comune accettazione di essenziali ragioni di libertà, di rispetto e di dialogo».

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