Sabato 15 Agosto 2020 | 16:34

NEWS DALLA SEZIONE

il cineamarcord
«La sposa di San Paolo» precorre il fenomeno mediatico della Taranta

«La sposa di San Paolo» precorre il fenomeno mediatico della Taranta

 
Il lutto
Franca Valeri, un monumento: addio all’attrice che aveva appena compiuto 100 anni

Franca Valeri, un monumento: addio all’attrice che aveva appena compiuto 100 anni

 
CINEMA E LETTERATURA
«D’Autore D’Estate a Barletta», oggi il via agli incontri

«D’Autore D’Estate a Barletta», oggi il via agli incontri

 
lutto
È morta Franca Valeri, aveva compiuto 100 anni pochi giorni fa

È morta Franca Valeri, aveva compiuto 100 anni pochi giorni fa

 
fase 3
Puglia, dalla Regione 2,4 milioni per i gestori di cinema e teatri

Puglia, dalla Regione 2,4 milioni per i gestori di cinema e teatri

 

Il Biancorosso

serie c
Bari, squadra ancora senza allenatore né ds

Bari, squadra ancora senza allenatore né ds

 

NEWS DALLE PROVINCE

BariIl caso
Monopoli, la Madonna della Madia in...avaria: l'accusa dei 5 Stelle

Monopoli, la Madonna della Madia in...avaria: l'accusa dei 5 Stelle

 
LecceL'incidente
Salento, auto si ribalta: feriti 5 ragazzi baresi di Gravina in vacanza

Salento, auto si ribalta: feriti 5 ragazzi baresi di Gravina in vacanza

 
MateraLa tragedia
Perde l'equilibrio e precipita nel vuoto dopo un volo di 6 metri: morta 17enne a Irsina

Perde l'equilibrio e precipita nel vuoto dopo un volo di 6 metri: morta 17enne a Irsina

 
HomeIl bollettino regionale
Coronavirus Basilicata, crescono i contagi: 5 positivi di rientro su 230 tamponi

Coronavirus Basilicata, crescono i contagi: 5 positivi di rientro su 230 tamponi

 
TarantoIl caso
Taranto al S. Annunziata: «Niente tamponi nei turni di notte»

Taranto al S. Annunziata: «Niente tamponi nei turni di notte»

 
BrindisiL'incidente
Esplode bombola gas a Fasano: donna avvolta dalle fiamme, è grave

Esplode bombola gas a Fasano: donna avvolta dalle fiamme, è grave

 
BatIl caso
Barletta, stop al bullismo appello contro le aggressioni: «baby gang scatenate nel centro»

Barletta, stop al bullismo appello contro le aggressioni: «baby gang scatenate nel centro»

 
FoggiaLa decisione
Festa patronale a Foggia: solo una messa all'aperto, annullata processione

Festa patronale a Foggia: solo una messa all'aperto, annullata processione

 

i più letti

IL CINEMA IN PUGLIA

La Sagra a mare di 72 anni fa filmata da Fiore

Nico Cirasola racconta: «Era un grande documentarista, pioniere dell’informazione per immagini». I fotogrammi in bianco e nero raccontano i festeggiamenti di maggio 1948 tra fede e tradizione

La Sagra a mare di 72 anni fa filmata da Fiore

«Le riprese dal mare documentano l’eccezionale festa di popolo. Col lungomare Nazario Sauro a fare da palcoscenico in un documentario, di straordinario valore storico, che nell’immediato dopoguerra, siamo a maggio del 1948, ritrae un fiume autentico di persone festanti, eleganti, agghindate, cioè ben altro rispetto a quella gente rozza e malvestita del Sud che in quegli anni veniva raccontata dal mondo del cinema».

Così il regista Nico Cirasola, storico del cinema, racconta la figura di un eccellente documentarista e reporter barese: Lorenzo Fiore (1917-1991), autore per l’Istituto Luce (la Unione cinematografica educativa di allora) di Roma di gran parte dei documenti audiovisivi prodotti a Bari, in Puglia e in altre regioni del Sud, trasmessi nei cinegiornali tra gli anni Quaranta e Cinquanta.

Ora quelle immagini, insieme a tutto il Fondo Luce, sono parte del Fondo Cinegiornali dell’Istituto stesso, l’archivio audiovisivo italiano entrato a far parte del prestigioso «Memory of the World» dell’Unesco (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura).

«I cinegiornali, chiamati anche Settimane Incom - ricorda Cirasola -, dal nome della Industria Corti Metraggi, società milanese concorrente dell’Istituto Luce, erano gli spazi periodici di informazione che prima della nascita delle televisione, e anche dopo, venivano trasmessi nelle sale cinematografiche all’inizio o alla fine delle proiezioni».

Fiore, molto apprezzato per le sue capacità tecniche e narrative, ha lavorato per entrambi: era il corrispondente da Bari e dalla Puglia e copriva anche Basilicata, Calabria e talvolta la Campania. Lavorò molto anche per la Incom che, impossibilitata a infrangere il monopolio dell’Istituto Luce in campo di cinegiornali, fino al 1945 si occupa prevalentemente di documentari, su temi di attualità.

Nel 1946 la Settimana Incom, con la popolazione italiana che, uscita da 20 anni di regime fascista e cinque di guerra, chiedeva di dimenticare i disastri e i drammi ancora freschi nella memoria, nei suoi cinegiornali cominciò a trattare temi «leggeri» come il calcio, la moda, le grandi feste popolari.

Racconta Cirasola: «Lorenzo produsse in quegli anni una gran mole di servizi e documentari - racconta Cirasòla -. Erano autentici cortometraggi di cronaca sportiva, di costume, di cronaca cittadina. Raccontò con immagini e sonoro le imprese del Bari Calcio dei vari Cicogna, Erba, Catalano, campioni indimenticati».

Fiore era un talento naturale, cineoperatore per vocazione, «si formò nei laboratori di fotografia Reval. Lui nasceva con la passione per la macchina da presa. Cominciò con quelle a passo ridotto da 16 millimetri, pellicola di formato minore rispetto a quello standard di 35 mm, largamente diffusa in passato, sia nella cinematografia di reportage sia in quella amatoriale, prima dell’avvento delle videocamere portatili facili da trasportare».

I suoi capolavori - «La Sagra di San Nicola», «Mare vogliamo navigare», «Mia cara figurina», «Gli eredi di Bisanzio» - furono girati con una «Ariflex 2C», prodotta in Germania, maneggevole ma rumorosa, in uso a operatori «d’assalto» e famosa anche per essere stata utilizzata da Pier Paolo Pasolini nel suo «Il Vangelo secondo Matteo» (1964), Federico Fellini ne «La dolce vita» (1960), Stanley Kubrick in «Arancia meccanica» (1971).

«Dopo un lungo corteggiamento riuscii a farmi regalare l’Ariflex - ricorda il regista di Gravina - come riconoscimento per essere riuscito a fargli vendere al Comune di Bari gli straordinari documentari da lui prodotti. Con quella macchina da presa Lorenzo ha documentato la ricostruzione di Bari dopo la seconda guerra mondiale e, capolavoro autentico, la Sagra di San Nicola, un documento di grande valore».

Perché? «Nel documentario - spiega Cirasola - Lorenzo Fiore propone in modo magistrale i volti, le luci, l’eleganza del popolo dei pellegrini di San Nicola, dal quale trasuda l’orgoglio della gente di Bari, ben diverso dall’immagine della gente del Sud che in quegli anni veniva spesso proposta dal mondo del cinema. Fiore, con quell’audiovisivo, sfatò quel cliché dei meridionali arretrati, ignoranti e malvestiti. La gente del Sud nelle sequenze appare straordinariamente viva, vivace, elegante, devota, attiva, creativa».

Il documentario fu prodotto dalla casa di produzione di famiglia, la Fiore Film, con sede di via De Romita, al quartiere Madonnella. Diversi i momenti significativi di quel lavoro che Cirasola ha fatto restaurare nel laboratori di Cinecittà negli anni Ottanta.

«Straordinarie le panoramiche dal mare, riprese in quei giorni di maggio del 1948. Fiore produsse un sonoro che oggi rappresenta di per sé solo una pagina di storia: il fiume di pellegrini pieni di gioia e di devozione, lo sbarco a mare di San Nicola, i Carabinieri in alta uniforme in piazza Mercantile, la folla in corso Vittorio Emanuele, la Caravella che si intravede sullo sfondo delle ricche luminarie, l’arcivescovo dell’epoca Marcello Mimmi. Immagini suggestive e uniche per il periodo - continua Cirasola -, che non sono mai state proiettate in pubblico. La sua era una tecnica di ripresa raffinata, cui aggiungeva competenze importanti nelle fasi del montaggio che eseguiva, con l’estrema rapidità tipica di un cronista d’assalto, nella sua automobile».

In due aneddoti, il regista e fondatore dell’arena Airiciclotteri sintetizza la personalità e soprattutto la creatività di Fiore: «Quando era sul campo, spesso era in compagnia di troupe romane o arrivate dal Nord che per realizzare un servizio avevano al seguito tante attrezzature, furgoni, assistenti, vice assistenti e tanto altro ancora. Lui invece faceva tutto da solo, con la consorte che reggeva due batterie. Negli anni aveva maturato un’esperienza consolidata. Per ottenere un primo piano perfetto, diceva che bisognava utilizzare il metodo della sigaretta». Cioè? «Per ottenere, per esempio, una perfetta inquadratura a tre quarti puntava la sigaretta sul soggetto e così trovava la posizione migliore tra il chiaro e lo scuro, accorgimento decisivo per i filmati in bianco e nero. Lorenzo è stato l’antesignano dei montaggi sonori. Un episodio che mi raccontò riguardava un servizio in Calabria».

Sentiamo. «Fu chiamato per documentare un’alluvione. Lui arrivò in Calabria con un po’ di ritardo e, avendo trovato solo un po’ di fango, riuscì ugualmente a montare il servizio, in men che non si dica, arricchito con effetti sonori che coinvolgevano emotivamente lo spettatore». Cioè? «Con la pioggia torrenziale ricreata artificialmente nel laboratorio della sua auto riuscì a documentare quei drammatici momenti».

Grazie alle competenze acquisite sul campo, Fiore fu contrattualizzato come operatore nel film «Il quartetto pazzo» con Anna Magnani, Gino Cervi e Paolo Stoppa, girato a Cinecittà, a Roma, durante la guerra e uscito nel 1945.

«Negli ultimi anni, Lorenzo fu immeritatamente messo da parte - aggiunge il nostro narratore - e fu una cosa molto brutta. Nel 1987 collaborammo, io come regista e lui come direttore della fotografia, nella realizzazione di un videoclip sulla costiera amalfitana per la sigla del programma “Sotto le stelle” di Raiuno. In quella occasione al mio fianco c’era un ventenne Alessandro Piva come assistente. Nel 1989 lo volli come direttore della fotografia nel mio primo film «Odore di pioggia», che fu il primo lungometraggio di Fiore». Due anni dopo egli morì.

A Lorenzo Fiore e ai suoi documentari sarà dedicata una delle serate previste dalle «Arene Culturali» organizzate, in queste settimane estive, dal Comune di Bari. Una buona occasione per ricordarlo e per proiettare, finalmente in pubblico, il documentario «restaurato a Cinecittà - conclude Cirasola -. Un bianco e nero meraviglioso, di grande valore per i baresi di oggi che potranno così scoprire quanto dignitosi erano i loro avi nel difficile periodo del dopoguerra».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie