Giovedì 05 Febbraio 2026 | 18:06

Lecce, vietato sbagliare: Udinese tappa delicata

Lecce, vietato sbagliare: Udinese tappa delicata

 
Antonio Calò

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Antonio Calò

Lecce, vietato sbagliare: Udinese tappa delicata

Di Michele, ex attaccante di pugliesi e friulani: «Loro rischiano, serve sfruttare quello spazio»

Giovedì 05 Febbraio 2026, 14:49

«Al Lecce serve una svolta. Considerato che stanno attraversando un periodo difficile, i salentini hanno bisogno di dare un “segnale”. All’ambiente, alle avversarie nella corsa salvezza ed innanzitutto a se stessi. La gara contro l’Udinese non può essere considerata alla stregua di un’ultima spiaggia ma è innegabile che conquistare il bottino pieno sarebbe fondamentale». Parola di David Di Michele, ex attaccante di pugliesi e friulani, che ha lasciato un ottimo ricordo in entrambe le piazze.

«Il match si preannuncia tutt’altro che semplice, in quanto la formazione bianconera è di buon livello - prosegue Di Michele - Ha grande fisicità, ma anche qualità. Inoltre, vanta una posizione di classifica del tutto tranquilla, che le permette di scendere in campo senza il timore di steccare e di ritrovarsi in basso. L’Udinese ama provare ad imporre il proprio gioco e penso che sarà questo il suo atteggiamento al “Via del Mare”. A volte, però, concede degli spazi agli avversari. Il Lecce dovrà essere solido nella fase di non possesso, ma dovrà anche riuscire a sfruttare le opportunità che riuscirà a creare, cosa che, sino ad oggi, ha saputo fare di rado. Non a caso il vero problema dei salentini è proprio quello di segnare».

C’è chi punta l’indice sulle poche reti realizzate dai centravanti: «Nella scorsa stagione, Krstovic faceva reparto da solo. A volte veniva accusato di egoismo perché calciava in porta tutte le volte che ne aveva la possibilità, ma questa “fame” ha portato al collettivo gol pesanti. Con la sua combattività, si procurava delle chance di fare “centro”. Stulic e Camarda, ma ora anche Cheddira, hanno caratteristiche differenti. Hanno bisogno di certi movimenti da parte dei compagni. Del resto, nel calcio si attacca in undici e si difende in undici. Resta il fatto che, per avere concrete probabilità di restare in A, il Lecce deve trovare il modo di andare in rete perché solo i successi permettono di compiere passi in avanti significativi in graduatoria. Di positivo, però, c’è che i giallorossi sono “vivi”, tengono il campo in maniera dignitosa, il che dimostra che Di Francesco ed il suo staff stanno portando avanti un buon lavoro».

Tornando alla sfida contro l’Udinese, Di Michele indica gli uomini per i quali il Lecce dovrà avere un… occhio di riguardo: «Dal punto di vista tecnico, il più pericoloso è senza dubbio il centrocampista francese Atta, che vanta qualità di prim’ordine. A ruota indico Zaniolo, anche se la sua ascesa in maglia bianconera è stata frenata da un infortunio. Ora, però, è tornato a disposizione di Runjaic, allenatore che prepara e legge molto bene le gare. Per fortuna dei salentini, sarà assente il centravanti Davis, altro calciatore di spicco. Poi ci sarà da stare attenti alle punizioni di Ekkelencamp. Infine, i friulani sono molto pericolosi sulle palle inattive scodellate all’interno dell’area avversaria». In casa giallorossa, secondo Di Michele, c’è una cosa che non dovrà venire mai meno: «È la compattezza dell’ambiente. Capisco che quando le cose non girano al meglio serpeggi la delusione e, da parte dei tifosi, ci possa essere la tentazione di lasciarsi andare alle contestazioni. Per la squadra, però, sarebbe un guaio. Insomma, bisogna fare prevalere la passione e l’amore per la maglia e sostenere chi lotta in campo indossandola».

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