Giovedì 05 Febbraio 2026 | 13:10

Bari, 3000 agricoltori al Petruzzelli: «Dal grano all'ortofrutta siamo sotto attacco, più controlli sulle importazioni»

Bari, 3000 agricoltori al Petruzzelli: «Dal grano all'ortofrutta siamo sotto attacco, più controlli sulle importazioni»

 
Redazione Online (Video Donato Fasano)

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«Serve puntare con decisione sui contratti di filiera per contrastare il forte calo dei prezzi agricoli, tutelare il reddito delle imprese e garantire trasparenza ai cittadini consumatori»

Giovedì 05 Febbraio 2026, 11:19

Serve rafforzare i controlli sulle importazioni e puntare con decisione sui contratti di filiera per contrastare il forte calo dei prezzi agricoli, tutelare il reddito delle imprese e garantire trasparenza ai cittadini consumatori. È l’indicazione che arriva dalla mobilitazione di Coldiretti a Bari, dove 3000 agricoltori si sono riuniti al Teatro Petruzzelli insieme al presidente Ettore Prandini, al segretario generale Vincenzo Gesmundo e al presidente di Coldiretti Puglia Alfonso Cavallo.

«La Puglia è tra i territori più esposti agli arrivi nei porti di grano, olio e prodotti ortofrutticoli extra Ue, che esercitano una forte pressione al ribasso sui prezzi» si legge in una nota di Coldiretti. «Emblematico il caso del grano duro, sceso in un anno da 0,34 a 0,29 euro al chilo, con una perdita stimata in circa 200 milioni di euro per gli agricoltori italiani. Solo la mobilitazione di Coldiretti ha evitato un ulteriore scivolamento sotto i 0,25 euro, ottenendo l’avvio della Cun del grano duro e la pubblicazione dei costi medi di produzione Ismea per Sud e Centro-Nord, strumenti fondamentali per garantire trasparenza e contrastare le manovre speculative».

Preoccupa inoltre «l’uso del glifosato in fase di pre-raccolta, pratica vietata in Italia per i possibili rischi sulla salute», e lo stato dell'ortofrutta: «Emblematico il caso dei carciofi brindisini, pagati 5 centesimi al pezzo per uso industriale a fronte di prezzi al consumo intorno a 1,5 euro. A pesare è la concorrenza dei prodotti esteri, come i carciofi egiziani, i cui arrivi sono aumentati del 30% nei primi dieci mesi del 2025 (fonte Ismea), spesso coltivati con pesticidi vietati in Europa. Il calo dei prezzi interessa anche broccoli (-25%), biete (-18%), finocchi (-21%), oltre a clementine, sedani e patate.

Infine preoccupazioni anche per la «pressione delle importazioni incide infine sull’olio extravergine d’oliva, con l’aumento degli arrivi dall’estero, come il prodotto tunisino venduto a 3,5 euro al chilo, che ha innescato un dumping capace di spingere i prezzi sotto i costi di produzione. Una situazione particolarmente grave in Puglia, l’uliveto d’Italia, già colpita dalla Xylella che ha compromesso quasi 21 milioni di piante».

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