A Bari apre il primo ristorante libanese: «Così ho lasciato il marketing per coltivare il mio sogno di bambina» VIDEO
Nour Algndi, 30 anni, inaugura stasera «A Beirut» in via Marchese di Montrone: «Cucinerò i piatti che ho imparato a cucinare grazie a mia madre»
Giovedì 05 Febbraio 2026, 05:07
09:17
È arrivata a Bari nel 2019 per studiare, figlia di madre libano-palestinese e padre italo-libico («ma mi piace definirmi mediterranea»): Nour Algndi ha dato una svolta alla sua vita lasciando il marketing farmaceutico e scegliendo il suo sogno di bambina, quello cioè di dedicarsi ai sapori della sua terra. La 30enne inaugura stasera “A Beirut”, il primo ristorante del capoluogo pugliese dedicato esclusivamente alla cucina libanese. Si allarga così a Bari l’offerta di locali che guardano a Oriente, vocati non solo a restituire un pezzo delle proprie radici ai tanti stranieri che popolano la città, ma anche a far conoscere altre culture ai baresi (pochissimo tempo fa in via Putignani ha aperto anche Sciam RistoArt, ristorante specializzato in specialità palestinesi).
A metà strada tra ristorante elegante e fast food, "A Beirut", in via Marchese di Montrone, offre i piatti tradizionali, «quelli che mia mamma preparava per me», racconta Nour. E dietro i fornelli ci sarà proprio lei, a cucinare kebbeh, hummus, baba ganoush, tabbouleh e tanto altro ancora.
Tutto nel locale racconta della terra di Algndi, a cominciare dai pezzi di arredamento che lei ha preso poco alla volta durante i suoi viaggi di ritorno a casa. Tutti comprati nei mercatini e infilati in una valigia, da lampade e fotografie fino ai simboli della Palestina: «Una terra che sento fortemente mia perché è da lì che viene mia madre». E anche alcuni ingredienti della sua cucina vengono direttamente da lì, come le spezie impossibili da trovare in Puglia e per cui si affida a fornitori fuori regione. Immancabile ormai la Gaza Cola, ma anche l'Orange Palestine.
«Ho quest'idea da quando sono arrivata qui. Occupandomi di marketing e avendo lavorato anche come consulente aziendale, mi sono accorta che i lavori dei miei clienti andavano bene e quindi mi sono detta: perché non anche io? Ed eccomi qua. Quando ho iniziato a immaginare questo spazio a Bari mancano del tutto posti del genere. Poi nel frattempo è arrivato il Covid, e ho dovuto lavorare sodo per mettere su questa attività. Speranze per il futuro? Crescere, ampliare la mia attività».

