Undici acquisti, venti movimenti complessivi, una rosa «extra large» che dovrebbe preservare da qualsiasi defezione. Eppure, i fantasmi non sono scacciati, l’entusiasmo non si riaccende, la salvezza è tutta da conquistare. Il Bari si risveglia da un mercato quantitativamente imponente, ma certo non scandito, salvo rarissime eccezioni, da nomi davvero «pesanti» per la categoria. Un’inversione di tendenza radicale rispetto all’estate, quando, almeno sulla carta, arrivarono profili di alto rango che, alla resa dei conti, hanno fornito un contributo nullo.
Corsa e freschezza senza «top» Era stata annunciata la rivoluzione ed è stata effettivamente compiuta. Nel dettaglio, sono arrivati i difensori Andrea Cistana dal Brescia, Giacomo Stabile dalla Juve Stabia, Valerio Mantovani dal Mantova e Cas Odenthal dal Sassuolo, i centrocampisti Tomas Esteves dal Pisa, Federico Artioli dal Mantova e Dauda Traorè dal Southtampton, i trequartisti Giacomo De Pieri e Kevin Piscopo dalla Juve Stabia, nonché Nicolò Cavuoti dal Cagliari, l’attaccante Marvin Cuni dalla Sampdoria. Soltanto uno l’acquisto a titolo definitivo (Mantovani) e dieci prestiti, sebbene su Piscopo sia inserito un obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni e su Traorè ci sia, invece, un diritto per l’acquisto dell’intero cartellino. Nove, invece, le uscite: Sheriff Kassama è passato alla Juve Stabia, Andrea Meroni al Mantova, Francesco Vicari alla Reggiana, Mirko Antonucci alla Salernitana, Gaetano Castrovilli al Cesena, Alberto Cerri è rientrato alla Juventus, mentre Gaston Pereiro ha rescisso il contratto. Hanno salutato anche i giovani Indrit Mavraj che, pur avendo esordito in prima squadra, non ha firmato il contratto da professionista con i Galletti preferendo i polacchi del Lechia Danzica, così come Davide Colangiuli avrà l’opportunità di trovare spazio con costanza grazie al prestito al Lumezzane, in C. Non ha guadagnato le copertine, il Bari. I nomi più roboanti non sono approdati in biancorosso. Anzi, sembra proprio che in tanti abbiano declinato l’invito. La matrice di un cambio così radicale è ispirata ad aggiungere corsa, freschezza e motivazioni ad un gruppo che, per troppo tempo, è sembrato svuotato e incapace di reagire alle avversità. Sulla carta, l’asticella della qualità non si è alzata. Ma è pur vero che la lotta per la permanenza si gioca su altre componenti: tenacia, sacrificio, corsa e resistenza. In più, quei chili e centimetri più volte invocati da Longo: in tal senso, la prestanza della squadra dovrebbe essere effettivamente implementata: Cistana, Odenthal, Traorè e Cuni (solo per citare chi balza più all’occhio) dovrebbero garantire un impatto differente.
ROSA AMPIA, MA CON SPINE? Attualmente l’organico biancorosso conta ben 30 elementi, eppure non esiste la necessità di procedere a «tagli». Gli «over 23», infatti, sono 19 sui 18 iscrivibili in serie B, ma il terzo portiere Marfella potrebbe passare in «lista B» ed essere chiamato in causa in caso di indisponibilità (infortunio o squalifica) di uno dei due portieri over, cioè Cerofolini o Pissardo. Scontato, tuttavia, che Anthony Partipilo e Giulio Maggiore nelle ultime settimane siano scivolati ai margini del progetto. Il loro futuro sarà deciso nelle prossime ore. Non vige alcun obbligo di escluderli dalla lista degli over: difficilmente scaleranno le gerarchie di Moreno Longo che, pur nelle necessità di trovare subito punti, non ha puntato su di loro. Ma quantomeno la società manterrebbe in rosa due tra gli elementi che vantano gli ingaggi più alti tra i Galletti. A meno che, il club valuti di lasciarsi qualche posto libero in lista allo scopo di tesserare eventuali svincolati ritenuti più funzionali alla causa. Sarà una decisione tecnica e discrezionale che vedrà Longo come ultimo e definitivo “giudice”. Per il resto, ogni reparto è coperto con almeno due elementi per ruolo, con una netta prevalenza di alternative sulla trequarti: Piscopo, Rao, De Pieri, Cavuoti, Bellomo e Pagano potrebbero addirittura sgomitare in sei per due posti. Meno fornita è la batteria di attaccanti puri che conta i soli Moncini, Gytkjaer e Cuni.
Difesa a tre e «variabili» Sul piano delle scelte, il mercato si è orientato per venire incontro all’ideologia di Longo. La difesa a tre rappresenta la costante a cui il tecnico piemontese non ha mai rinunciato, nemmeno nelle scorsa stagione. L’assetto con i due fantasisti dovrebbe costituire la linea di continuità rispetto alle prime due uscite dell’allenatore torinese, ma non sarà una scelta obbligata. Il Bari, infatti, potrà virare sul 3-4-3 (data la propensione dei tanti fantasisti ad agire da esterni: basti pensare a Rao, De Pieri, Piscopo e Cavuti) o sul 3-4-1-2 schierando la doppia punta o avanzando in prima linea un trequartista o persino riproporre (grazie al maggior numero di centrocampisti) il 3-5-1-1 che spesso era schierato nella scorsa stagione. Una scelta plausibile soprattutto contro le big, meno negli scontri diretti che imporranno vittorie e punti. La missione che attende Longo ora è integrare subito i tanti arrivi e creare una squadra a tempo di record. Il tormentone mercato è chiuso: ora non si torna più indietro.
















