Arriva la condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione per un medico di 43 anni accusato di aver maltrattato l’allora moglie in più occasioni, anche alla presenza dei figli minori, e di averle somministrato un potente sedativo per via endovenosa per farle perdere conoscenza e controllarne il cellulare.
I fatti, che si sarebbero verificati a Galatina dal 2013 fino a dicembre 2020, comprendono umiliazioni quotidiane, pedinamenti e nuove aggressioni anche dopo la separazione della coppia, avvenuta nell’ottobre 2020. La sentenza, emessa dai giudici in composizione collegiale, dispone anche il risarcimento del danno in separata sede e una provvisionale di 10mila euro a favore della donna, parte civile nel processo.
La pubblica accusa aveva chiesto una condanna a 5 anni e 6 mesi, mentre l’imputato rispondeva dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. La difesa potrà presentare ricorso in Appello una volta depositate le motivazioni della sentenza.
Tra i casi contestati, il medico avrebbe strattonato la moglie e sbattuta contro una porta, somministrato farmaci sedativi e continuato a pedinarla e controllarne gli spostamenti anche coinvolgendo figli e colleghi di lavoro. Nel novembre 2020, l’ennesima aggressione le provocò lesioni giudicate guaribili in 20 giorni.
















