La gup del Tribunale di Bari Susanna De Felice ha condannato a 18 anni e 8 mesi di reclusione Michele Lavopa, il 22enne reo confesso dell’omicidio di Antonella Lopez, la 19enne uccisa per errore la sera tra 21 e 22 settembre 2024 all’interno della discoteca Bahia di Molfetta, nel Barese. La condanna a 4 anni e 6 mesi per la detenzione di due pistole è stata invece disposta nei confronti di Eugenio Palermiti, 21enne nipote dell’omonimo capoclan del quartiere Japigia di Bari, ritenuto il vero bersaglio dell’agguato, che quella sera, secondo quanto ricostruito dalla Dda di Bari, sarebbe stato armato. Nei confronti di entrambi il giudice ha riconosciuto l'aggravante del metodo mafioso.
Nel processo, celebrato con rito abbreviato, erano imputate altre due persone accusate di favoreggiamento: il 23enne Giuseppe Fresa avrebbe aiutato Lavopa a disfarsi dell’arma (condannato a 2 anni e 8 mesi); il 22enne Mario Ruta, accusato come Fresa di aver nascosto l’arma del delitto (patteggiamento a 2 anni). Il giudice ha disposto, inoltre, il risarcimento dei danni alle parti civili costituite, Regione Puglia, Comune di Molfetta e il proprietario della discoteca.
I pm Fabio Buquicchio e Marco D’Agostino avevano chiesto 20 anni per Lavopa e 3 anni e 10 mesi per Palermiti. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, coordinati dalla Dda, Lavopa avrebbe sparato per colpire Eugenio Palermiti, che si trovava in compagnia della 19enne, con il quale in passato aveva avuto degli screzi culminati in un pestaggio di cui sarebbe stato vittima proprio Lavopa. Il giovane, arrestato poche ore dopo l'omicidio, confessò di aver sparato per colpire il nipote del boss. Lo stesso Palermiti, che nell’agguato rimase ferito, fu arrestato alcuni mesi dopo per il possesso dell’arma. Entrambi sono tuttora detenuti in carcere.
















