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Come lasciare ai nostri figli un mondo migliore
IN CAMPO - Nicola Sinisi nella sua piantagione  di bambù

Col bambù gigante c’è ossigeno

 
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Come lasciare ai nostri figli un mondo migliore

Col bambù gigante c’è ossigeno

Nuova agricoltura a Ruvo di Puglia, con una pianta da reddito & ambiente

IN CAMPO - Nicola Sinisi nella sua piantagione  di bambù

IN CAMPO - Nicola Sinisi nella sua piantagione di bambù

Come lasciare ai nostri figli un mondo migliore? Il bambù gigante è la risposta, davvero sorprendente, che si è dato l’imprenditore olivicolo di Andria Nicola Sinisi. Possibile farlo crescere sulle colline della Murgia? Rende? Se l’aspetto economico, per voi, è prevalente allora siete fuori strada. Sinisi, 59 anni e due figli, tre anni fa si è appassionato partendo dalla sostenibilità di questo prodotto. Lui che, da generazioni, produce olive e olio extra vergine di oliva per lo più di coratina, ha altre priorità. “Tre anni fa ho iniziato a riflettere su come poter diversificare in agricoltura, lasciando un mondo migliore ai nostri figli. Quando mi sono reso conto che un ettaro di bambù produce lo stesso ossigeno di 20 ettari di bosco – afferma Sinisi – ho capito che era questa la mia direzione”. E’ rimasta la cura, e la produzione di alta qualità, dei 20 ettari di olivi di famiglia.

Ma i bambù dopo un anno e mezzo già prosperano: i germogli sono arrivati ad una altezza di 2-3 metri. Che ne farà? «Il prossimo anno dovremmo fare la prima raccolta, li commercializzeremo attraverso il Consorzio Bambù Italia – ci dice il figlio Riccardo Sinisi, 30 anni - . I vegetariani sono in aumento, i germogli hanno una altissima concentrazione di proteine vegetali e sono molto richiesti per il consumo fresco, congelati oppure sottolio con un gusto che somiglia al carciofo, anzi più croccante».
La foresta di bambù gigante a Ruvo di Puglia fra circa cinque anni raggiungerà i 25 metri di altezza e questo legno (chiamato acciaio verde) verrà utilizzato per mobili, parquet, utensili, barche, pellet o in bio massa.

«La pianta si adatta benissimo al nostro clima, è capace di resistere da – 25 a + 40 °. Nei primi anni di vita ha bisogno di acqua come tutte le piante. Io amo gli alberi, non avrei mai potuto spiantarne uno a cuor leggero. Così quando ho deciso di investire in bambù ho cercato un terreno vuoto – conclude Sinisi - . L’ho trovato a Ruvo di Puglia, dove tutto attorno ci sono ciliegeti». I confinanti, intanto, stanno a guardare e chissà se metteranno il bambù.

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