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Andria, imbrattano con feci
la Biblioteca diocesana

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MARILENA PASTORE

ANDRIAUna brutta sorpresa ha accolto Silvana Campanile e Tonia Del Mastro, le responsabili della biblioteca diocesana “S. Tommaso D’Aquino” ad Andria, al momento della chiusura della biblioteca stessa. la bellezzaE’ accaduto venerdì 5 gennaio scorso. Ci troviamo a ridosso del seminario, accanto all’antica chiesa del Carmine. Un posto bello, la biblioteca, in un posto che invece a sembra dimenticato da tutti. Un grave atto di inciviltà ad opera di poco più che bambini. «La biblioteca diocesana da anni accoglie chiunque, è una porta aperta in un posto che sembra talora dimenticato, ma se ne ricordano bene i tanti bambini, ragazzi e adulti che la frequentano. Alcuni c’erano già stati in una biblioteca, altri no e hanno scoperto un luogo amico. Tutti possono entrare.

La biblioteca racconta storie, storie belle, con belle illustrazioni che rinfrancano lo spirito, quelle degli albi illustrati e quelle delle miniature dei codici liturgici, che sono lì per tutti, non come in un museo, ma come a casa, nella “casa dei libri” che è anche un po’ la casa delle persone che la frequentano. Ecco, come sanno i bambini che l’hanno visitata, al primo incontro con le bibliotecarie si sentono dire che la biblioteca è un luogo che ci insegna a stare insieme, a vivere in comunità, rispettandosi a vicenda, avendo cura delle cose comuni (come per la scuola, le strade della città,…)e per questo godendo e custodendo bellezza, “cose belle”. Il vivere civile insomma. E la bellezza appartiene a tutti, è per tutti, salva il mondo, le persone, le rende più pienamente umane».

In una nota congiunta le bibliotecarie e don Mimmo Basile, direttore della biblioteca diocesana ricostruiscono e biasimano quanto accaduto. «Erano poco più che bambini e bambine quelli che questa sera (venerdì sera n.d.r.) hanno imbrattato l’ingresso della biblioteca con feci, di questo si tratta (e il di più non lo mostriamo in foto). Ne avevano a disposizione tanta, in verità. Guardando dalla punta della strada di Largo Seminario se ne scorge quasi un tappeto. È un luogo bello questo: una strada senza traffico, dalla quale si ammira un incantevole panorama, anche l’arcobaleno dopo la pioggia, con le panchine sulle quali ci si può sedere, chiacchierare, persino leggere un libro tranquilli o solo pensare.

Davanti i tre campanili, alle spalle il complesso conventuale e la Chiesa del Carmine (trascurando lo sfregio delle bombolette spray sulle nobili pietre). Ce ne dispiace. Per quei ragazzi che per lanciarla hanno dovuto starle ad una distanza ravvicinatissima e invece meritano di più».

«Non è la denuncia del degrado dei luoghi come altre volte: una strada che appare una zona franca per gesti di inciviltà lontano da sguardi indiscreti e impuniti. Questa volta scriviamo perché siamo tristi, ci rattrista il degrado umano. Un gesto gratuito e privo di significato. Avrebbero potuto suonare e sarebbe stato più bello, ma loro non lo sanno».

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