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Ospedale Nord Barese Emiliano ha detto «sì»

«Non sono mica matto a dire di no: immediatamente nel piano»

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di Enrica D’Acciò

RUVO - «Diciamo la verità, l’esito di questo incontro era scontato. Non sono mica matto: vi pare che vengo qui, davanti a 2mila persone, e poi dico no? L’ospedale di primo livello del Nord Barese sarà immediatamente inserito nella versione definitiva del piano di riordino». E giù applausi da stadio. Davanti a un palazzetto dello sport pieno come per una partita di basket, il presidente della Regione Michele Emiliano ha confermato il suo placet alla proposta dei medici di Molfetta, Corato e Terlizzi e ha dato di fatto il via libera, almeno su carta, alla realizzazione di un ospedale di primo livello per l’area a nord di Bari.

La firma di quella che già chiamano «La carta di Ruvo» è l’ultimo atto di un percorso condiviso, nato nei corridoi ospedalieri, approdato poi nei gabinetti dei sindaci di mezza provincia. L’altra sera, insieme ai medici e agli infermieri dei tre ospedali, c’erano anche Michele Abbaticchio, da Bitonto, Ninni Gemmato, da Terlizzi, Tommaso Depalma, da Giovinazzo, Massimo Mazzilli da Corato, consiglieri regionali di tutti gli schieramenti, segretari di partito di diverse sezioni locali. «Un progetto di coscienza collettiva», ha ribadito Pasquale Chieco, sindaco di Ruvo, che ha fatto gli onori di casa, «un progetto di partecipazione nato da una tragedia, il disastro ferroviario dello scorso luglio che ha segnato tutto il nostro territorio».

Dopo aver ascoltato le relazioni dei medici, a cui ha poi chiesto carte, numeri e documenti, Emiliano ha preso la parola. «Per la prima volta, discutiamo il piano di riordino direttamente con gli operatori, i sindaci, i cittadini, senza direttori generali e senza i vertici della sanità pugliese. Queste persone non devono più prendere le decisioni al posto nostro». Un metodo, sottolinea il presidente, «che dovremmo usare sempre. Sono curioso, ma anche terrorizzato, all’idea di cosa sarebbe successo se l’avessimo usato in altri territori, dove la presenza di due ospedali vicini ci ha costretto a scegliere», e cita i casi di Gallipoli-Casarano, Copertino-Galatina e Grottaglie. La proposta presentata a Ruvo «va nella direzione del piano di riordino e, anzi, lo doppia. Il personale sanitario ci chiede di chiudere un ospedale in più, rispetto a quanto previsto, per far convergere le risorse su un ospedale più grande. Abbiamo così distrutto la logica campanilistica una volta per tutte». L’ospedale unico, a sentire Emiliano, «darà una mano anche ai sindaci, che non dovranno subire la perdita di servizi sul territorio, con tutto lo strascico di polemiche che conosciamo» ma soprattutto nobilita l’impegno dei medici: «perchè, purtroppo, ho conosciuto tanti “medici di potere” che non vogliono le attrezzature nuove altrimenti i clienti vanno da un’altra parte». In chiusura, Emiliano ha ribadito: «E’ per tutte queste motivazioni che tengo per me la delega alla sanità. I pugliesi, che hanno eletto me, devono discutere con me di sanità».

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