Sabato 07 Febbraio 2026 | 19:05

Rifiuti nella Bat, il monito del procuratore Nitti: «Tra i pericoli più seri c’è la frammentazione delle risposte»

Rifiuti nella Bat, il monito del procuratore Nitti: «Tra i pericoli più seri c’è la frammentazione delle risposte»

 
ROSALBA MATARRESE

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ROSALBA MATARRESE

Rifiuti nella Bat, il monito del  procuratore Nitti: «Tra i pericoli più seri c’è la frammentazione delle risposte»

L'incontro pubblico a Minervino: l'area rappresenta una delle zone maggiormente colpite in Puglia dal fenomeno dell’abbandono illecito dei rifiuti

Sabato 07 Febbraio 2026, 14:23

L’emergenza rifiuti nella provincia di Barletta-Andria-Trani riemerge con forza nel dibattito pubblico. A riaccendere i riflettori su una delle criticità ambientali più preoccupanti del territorio è stato il procuratore della Repubblica di Trani, Renato Nitti, che da Minervino Murge ha lanciato un monito chiaro: l’area compresa tra Andria, Canosa di Puglia e appunto Minervino rappresenta una delle zone maggiormente colpite in Puglia dal fenomeno dell’abbandono illecito dei rifiuti.

L’intervento è avvenuto nel corso di un incontro pubblico dedicato alla tutela dell’ambiente, ospitato nella Chiesa Madre del comune murgiano, alla presenza del vescovo di Andria, monsignor Luigi Mansi, e di numerosi cittadini. Un’occasione che ha riportato alla luce problemi che affliggono la Murgia nord-barese da anni, senza che si sia mai giunti a soluzioni definitive.

Al centro delle preoccupazioni restano le discariche, a partire dal nodo irrisolto di Contrada Tufarelle, e soprattutto i traffici illegali di rifiuti, con il ripetuto rinvenimento di ecoballe provenienti da altre regioni, in particolare dalla Campania, spesso date alle fiamme nelle campagne della sesta provincia pugliese, con conseguenze pesanti per l’ambiente e per la salute. Un fenomeno triste e preoccupante. Nitti ha evidenziato «come il pericolo più serio non risieda soltanto nella presenza dei rifiuti, ma nella frammentazione delle risposte istituzionali: quando enti locali, autorità sanitarie e organi di controllo non agiscono in modo coordinato e tempestivo, il problema si amplifica e diventa sempre più difficile da contenere».

Un richiamo alla responsabilità che coinvolge tutti i livelli decisionali e che trova riscontro anche nelle riflessioni affidate ai social dalla consigliera regionale Grazia Di Bari, la quale ha sottolineato come «l’inquinamento del suolo e delle falde non resti confinato alle zone rurali, ma finisca inevitabilmente per riversarsi nel ciclo alimentare. L’acqua, la terra coltivata, gli allevamenti e le produzioni agricole diventano così veicoli silenziosi di contaminazione, fino ad arrivare sulle tavole dei cittadini. Serve un cambio di passo che metta da parte proclami e polemiche, per lasciare spazio ad azioni verificabili, vigilanza continua e politiche di prevenzione fondate sulla chiarezza. La tutela del territorio non è una bandiera di parte, ma una responsabilità collettiva. Ora spetta alla provincia Bat dimostrare, attraverso interventi concreti, di essere all’altezza di una prova che non consente ulteriori attese».

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