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In Puglia e Basilicata

Il fenomeno

Bat, arriva il taser, ma con gradualità

Bat, arriva il taser, ma con gradualità

Da ieri il nuovo dispositivo a disposizione degli agenti delle Volanti della provincia

19 Luglio 2022

Nico Aurora

Gli agenti delle Volanti che fanno capo alla questura Bat da ieri sono potenzialmente nella condizione di usare il taser, il nuovo dispositivo - che si può anche definire arma - che scarica all’occorrenza su una persona degli impulsi elettrici tali da immobilizzarla momentaneamente per consentire agli operanti di bloccarla in sicurezza.

I Commissariati di Barletta e Trani, insieme con la stessa Questura di Andria che sovrintende quella città anche come Commissariato sono adesso dotati della pistola elettrica e, ove necessario, la possono utilizzare.

A breve, dagli uffici del questore Roberto Pellicone, si conosceranno maggiori dettagli circa l’avvio di tale attività, per la quale gli agenti sono stati a lungo addestrati poiché l’utilizzo di questo dispositivo non può certamente affidarsi all’improvvisazione.

Sembra di comprendere, in ogni caso, che questa prima fase sia ufficiale ma con molte cautele e, peraltro, non se ne conosce la durata prima dell’avvio a regime.

Allo stesso modo il taser è nella disponibilità anche degli organi militari a partire dai carabinieri, ma pure in questa circostanza non è dato conoscere se da ieri sia ufficialmente in dotazione alle pattuglie o si debba ancora attendere. La sensazione è che il suo ingresso in scena sarà graduale.

Ad anticiparlo, nei gironi scorsi, era stato il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni: «La pistola a impulsi elettrici, in dotazione a Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza in tutto il Paese - ha spiegato -, è destinata agli operatori di pubblica sicurezza che si occupano di prevenzione e controllo del territorio. L’utilizzo operativo di quest’arma non letale, di difesa e non di violenza, è stato avviato, con un cronoprogramma partito lo scorso 14 marzo, dopo una articolata fase di sperimentazione ed un periodo di addestramento da parte degli operatori interessati».

Il nome dell’arma è in realtà un acronimo che corrisponde a «Thomas A. Swift’s Electronic Rifle», vale a dire «Fucile elettronico di Thomas A. Swift». La pistola emette una scarica elettrica proiettata, a corto raggio, da due dardi collegati all’arma tramite fili conduttori.

Come detto, l’effetto è di immobilizzare temporaneamente la persona colpita con lo scopo di neutralizzarla. Gli impulsi elettrici, infatti, provocano una contrazione involontaria dei muscoli.

Sugli conseguenze sulla salute c’è una forte divisione: mentre le autorità e la politica sostengono si tratti di un’arma innocua e assolutamente senza effetti sulla persona che riceve il trattamento, dall’altra c’è chi parla di possibili danni permanenti.

Di certo, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese aveva già dichiarato che la sperimentazione e l’impiego del taser rappresenterebbero «un passo importante per ridurre i rischi per l’incolumità del personale impegnato nelle attività di prevenzione e controllo del territorio. Grazie ad esso le forze di polizia saranno in grado di gestire in modo più efficace e sicuro le situazioni critiche e di pericolo».

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