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In Puglia e Basilicata

Economia

Bat: boom dell’export, più 25,6%

Cresce ancora l'export della Bat

Secondo i dati del primo trimestre 2022 si consolida la ripresa, ma restano le criticità di fondo del sistema produttivo

17 Luglio 2022

Emmanuele Daluiso Vice Presidente dell’associazione europea Euroidees-Bruxelles - Membro dell’Associazione Italiana di Scienze Regionali

Come va l’economia nella provincia BAT dopo il lockdown del 2020? I segnali di ripresa del 2021 si vanno consolidando? Quali scenari apre la guerra in Ucraina? I dati analizzati fanno emergere segnali positivi sulla ripresa in atto che ha interessato tutta Italia. Tuttavia non si può non sottolineare che questi segnali si innestano su una economia che presenta delle criticità strutturali che minano la crescita economica nel lungo periodo. Queste criticità a loro volta producono significative fragilità sulla situazione sociale, con particolare riguardo all’occupazione.

LA RIPRESA POST-PANDEMIA Il 2021 è stato un anno di ripresa dell’economia italiana, come del resto dell’intera economia mondiale, dopo le perdite subite nel 2020, l’anno della pandemia. In particolare, il 2021 ha fatto registrare una ripresa degli scambi internazionali. In questo scenario, la BAT ha fatto registrare un incremento dell’export, pari a +15,4%, in linea con la crescita nazionale, pari a +18,2%. La ripresa del 2021 è stata consistente, al punto da far recuperare quanto perso nel 2020, e collocare il valore dell’export sopra i livelli pre-crisi. Infatti, nel 2021 la BAT ha fatto registrare un incremento dell’export pari a +6,4%, in linea con il + 7,5% italiano. Il dato della BAT è stato ancor più significativo se raffrontato a quello pugliese. Infatti, l’export della Puglia nel 2021 si collocava ancora sotto il livello pre-pandemia, evidenziando una ripresa economica più lenta. La variazione dell’export pugliese nel 2021 rispetto al 2019 è stata negativa, pari a -4%. I dati territoriali analizzati si riferiscono al primo trimestre 2022 ed evidenziano per la BAT una crescita significativa, un vero boom, pari a +25,6%, rispetto al primo trimestre 2021, un dato superiore al corrispondente valore italiano (+22,9%). È noto che l’Italia è la seconda economia manifatturiera nell’Unione europea, dopo la Germania. In linea con questa specializzazione, l’export italiano nel primo trimestre 2022, è per il 96% formato da beni industriali. Nella BAT questa percentuale si abbassa al 90%, poiché qui vi è un peso più significativo del settore primario (7%), quasi tutto agricolo. La BAT, dunque, si conferma sul piano internazionale per la sua forte presenza industriale, ma anche per una significativa presenza del settore agricolo. Nell’ambito del settore industriale, il comparto tessile-abbigliamento-calzaturiero, rappresenta il 58% dell’intero export provinciale. Seguono i comparti alimentare (11,7%) e chimica (5,2%). I primi cinque paesi di esportazione della BAT, nel primo trimestre 2022, sono stati: Albania (22,5%), Francia (12,4%), Germania (12,1%), Spagna (6,6%), Stati Uniti (5,1). La presenza dell’Albania quale primo paese partner della BAT è legato alla delocalizzazione in questo Paese di diverse aziende, soprattutto calzaturiere, del distretto industriale di Barletta, con cui vi è un intenso scambio import export. Nel primo trimestre 2022, a fronte di un valore dell’export di 35,7 milioni di euro si è registrato un valore dell’import di 51 milioni di euro. In altri termini, l’Albania contribuisce attivamente al ciclo produttivo dei comparti tessile-abbigliamento-calzaturiero della BAT: si esportano materie prime e prodotti semilavorati e si reimportano prodotti finiti, o quasi finiti, da esportare in altri Paesi esteri o sul mercato italiano.

CRITICITA' DI FONDO La presenza dell’Albania fra i principali partner commerciali evidenzia la specializzazione della BAT in settori e comparti a più basso valore aggiunto, dove la competitività viene giocata sui prezzi di produzione relativamente bassi.
Questo elemento rappresenta una delle criticità economiche della BAT e ne condizionerà la crescita futura.
I dati più aggiornati, qui elaborati, evidenziano che la crescita economica resta sotto i livelli del 2000, nonostante una significativa ripresa registrata dopo il 2014. Per altro, negli ultimi due anni pre-pandemia, la crescita economica ha registrato una flessione (-0,7%), mentre a livello nazionale e anche del Mezzogiorno si è registrato un incremento (rispettivamente +1,7% e +0,7%). Nel 2000 il valore aggiunto della produzione nella BAT era pari a 6,192 miliardi di euro e nel 2019 è risultato pari a 5,924 milioni di euro.

L'OCCUPAZIONE La dinamica insufficiente della crescita economica trova poi riscontro in un tasso di occupazione altrettanto insufficiente. Nel 2019 è risultato pari al 43,3% della popolazione attiva, contro il 59% della media nazionale e il 66,6% del Centro-Nord. È risultato inferiore anche al dato del Mezzogiorno (44,8%). Dopo la flessione registrata nel 2020, nel 2021 c’è stato un miglioramento, ma le differenze con Mezzogiorno e Centro-Nord restano inalterate. In questo contesto nazionale, che ha interessato tanto il Centro Nord quanto il Mezzogiorno, la BAT ha avuto un impatto negativo ancora più accentuato. Infatti, nel 2020 la perdita di occupazione è stata pari al 5,5%. Nel 2021, tuttavia, la BAT ha manifestato una capacità di ripresa significativa (+4,4%), ma comunque insufficiente a colmare la perdita dell’anno precedente. Rispetto al 2019, nel 2021 la BAT ha segnato una perdita di occupazione pari all’1,3%. A pagare il maggior prezzo è soprattutto il mondo femminile il cui tasso di occupazione risulta molto più basso rispetto a quello maschile. Rilevanti sono le differenze con il Mezzogiorno e, soprattutto, con il Centro-Nord. La ripresa in atto nella prima parte del 2022, a livello europeo e italiano, dovrebbe consolidare la crescita dell’occupazione, ma le previsioni europee formulate nei giorni scorsi dalla Commissione europea, che prefigurano un rallentamento della crescita economica, a causa della guerra in Ucraina, creano nuove nubi sulla tenuta della ripresa stessa.

GLI SCENARI FUTURI La BAT si trova dunque di fronte a due obiettivi: uno di breve periodo e l’altro di lungo periodo. Nel breve periodo è sicuramente necessario consolidare i segnali di ripresa economica, sia sul versante dell’export che su quello dell’occupazione. A questo riguardo un ruolo importante lo sta giocando il rientro in patria di aziende che si erano delocalizzate all’estero, poiché la pandemia ha interrotto o gravemente segnato le importazioni dalle sedi delocalizzate all’estero verso la sede centrale in Italia. Anche nel caso della BAT aziende calzaturiere e dell’abbigliamento che avevano aperto impianti produttivi in Albania, Romania, Turchia, ecc… sono rapidamente tornate in patria o stanno programmando di farlo, anche solo parzialmente. Importanti marchi con sedi nel nord Italia sono tornati a rivolgersi ad aziende del nord barese e non sempre queste aziende si trovano pronte a soddisfare le improvvise commesse, avendo negli anni passati ridotto al minimo la loro funzionalità. Pensando all’obiettivo di lungo periodo, l’economia della BAT deve riposizionarsi rispetto alle nuove dinamiche post-pandemiche e a scenari geoeconomici che erano già visibili prima della pandemia e che ora finiranno per consolidarsi, puntando a diversificarsi verso settori a più alto valore aggiunto e a cogliere le opportunità derivanti dalla collocazione geografica dell’intero Mezzogiorno al centro del Mediterraneo. A questo riguardo, un ruolo fondamentale verrà svolto dal settore della logistica.

L'AFRICA E LE OPPORTUNITA' In una prospettiva di più lungo periodo, bisogna già iniziare a pensare al prossimo irrompere sulla scena economica internazionale del continente africano, già al centro di interesse di vari Paesi che stanno lì investendo e delocalizzando parti delle loro produzioni. L’Unione europea e il Governo italiano stanno lavorando più alacremente per promuovere e consolidare forme di partenariato con molti Stati africani. Anche la BAT dovrebbe iniziare a guardare attentamente queste dinamiche.

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