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In Puglia e Basilicata

La polemica

Parco Nazionale dell’Ofanto, tra ritardi e polemiche a Canosa

Ponte romano canosa

Il ponte romano a Canosa

Si accende il dibattito, Italia Nostra Canosa contesta la nuova proposta di legge

25 Marzo 2022

Paolo Pinnelli

CANOSA - Il Disegno di Legge del sen. Ruggiero Quarto per l’istituzione di un Parco Naturale Nazionale del Fiume Ofanto fa discutere. Per il presidente di Italia Nostra, sezione di Canosa, si tratta solo di «una fuga in avanti».
Il Disegno di Legge, primo firmatario il sen. Ruggiero Quarto del Movimento 5 Stelle, è stato presentato nei giorni scorsi a Canosa, e prevede l’istituzione di un “Parco naturale nazionale del fiume Ofanto”.

«Con una facile battuta è proprio il caso di dire che il senatore Quarto è partito …. in quarta. Dopo 15 anni dalla istituzione del Parco Regionale, finalmente la Provincia Bat aveva adottato il 17 giugno 2021 lo Schema del Piano Territoriale e di tutti gli strumenti di pianificazione e di gestione del Parco Regionale, primo passo per la sua approvazione definitiva, ed ecco che il 4 agosto 2021 il sen. Quarto presenta un Disegno di Legge per l’istituzione di un Parco naturale Nazionale del fiume Ofanto» sostiene Riccardo Limitone.

«Nel presentare il suo Disegno di Legge il senatore Quarto scrive che la gestione unitaria del reticolo idrografico dell’Ofanto consentirebbe una gestione più efficace per la salvaguardia della sua biodiversità. Aggiunge che esiste, sull’intera asta del fiume, una forte discontinuità tra i Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e le aree tutelate del Parco Regionale presenti in Puglia e le pochissime aree tutelate esistenti in Basilicata ed in Campania. Poi scrive: “La conservazione, la salvaguardia e la tutela del fiume Ofanto e la promozione dello sviluppo sostenibile …… trovano un limite fondamentale nell’attuale regionalizzazione dello Stato italiano e dei programmi di sviluppo regionale “. Dopo aver fatto la diagnosi - continua il presidente di Italia Nostra Canosa - Quarto fa anche la prognosi delle problematiche sul tappeto e ne conclude che l’architettura istituzionale vigente rendono di difficile realizzazione il suo progetto di Parco Nazionale. Conclude scrivendo: “L’istituzione del Parco naturale nazionale del fiume Ofanto ridarà slancio agli sforzi che le istituzioni locali hanno prodotto negli anni scorsi per attuare una politica di rilancio del territorio ofantino …”».

Limitone però a questo punto sottolinea: «Noi in Puglia, in tutti questi anni, tutto questo interesse verso il Parco Regionale da parte delle istituzioni locali, non lo abbiamo visto. Ricordiamo come nel 2007 tutti i sindaci, di ogni colore politico, osteggiarono l’istituzione del Parco Regionale e fecero fronte comune per ridimensionarne la superficie. Anche nella fase di consultazione avviata dalla Provincia per l’Adozione dello Schema del Piano Territoriale e degli strumenti di pianificazione e di gestione del Parco, non è che le Istituzioni locali pugliesi abbiano brillato per la loro presenza e per l’apporto di contributi costruttivi, tranne poche eccezioni. In alcuni casi - ricorda ancora Limitone - i sindaci siglano Accordi di Programma per intercettare finanziamenti europei per realizzare opere inutili, talvolta strutture incongrue che violentano il paesaggio dell’Ofanto, strutture che spesso finiscono abbandonate e saccheggiate». Il riferimento è al progetto “Le porte del Parco dell’Ofanto”: «10 torri invasive distribuite lungo il percorso pugliese del fiume, molte già abbattute e saccheggiate e un bacino di fitodepurazione di 3.200 metri quadri, in agro di Canosa, interrato perché mai ripulito dai fanghi».

«Non ci risulta che in questi quasi cinque anni l’Amministrazione Comunale di Canosa si sia molto spesa per la tutela e la salvaguardia dell’Ofanto per la parte di sua competenza. In questi ultimi anni le problematiche del fiume sono state completamente assenti dall’agenda di questa Amministrazione, mai il Consiglio Comunale se ne è occupato. - prosegue Limitone - Al contrario, in questi anni questa Amministrazione quando avrebbe potuto mettere in campo azioni concrete per la tutela e la salvaguardia del fiume, ha fatto un passo indietro. Ci riferiamo a quando l’Amministrazione Provinciale ha messo all’asta 2.500 metri quadri di demanio di sua proprietà in prossimità del fiume, terreno già parzialmente occupato dall’impianto per la fabbricazione di asfalto, un’area che è classificata ad alta pericolosità idraulica, che rientra nel Piano Comunale dei Tratturi, compresa nella perimetrazione provvisoria del Parco Regionale come zona 2, di “interesse naturalistico, paesaggistico e storico culturale, in cui all’interesse della protezione ambientale si affianchi quello della promozione di un modello di sostenibilità e di riduzione degli eventuali impatti delle attività presenti”. Il Comune di Canosa ha un contenzioso ultradecennale con i titolari di quell’impianto produttivo. Nonostante le sollecitazioni della nostra Associazione all’Amministrazione, perché si attivasse presso la Provincia affinché quell’asta non si tenesse, o in alternativa, che il Comune partecipasse all’asta, l’Amministrazione Comunale si è ben guardata dall’intervenire. Risultato: un solo concorrente, la ditta che produce asfalti che si è aggiudicato quell’immobile per circa 10 mila euro, consentendole in questo modo di sanare, seppure parzialmente il suo abusivismo».

La conclusione: «Questa vicenda ci insegna che senza inseguire progetti roboanti, Parco Regionale o Nazionale, è sufficiente che ogni Ente, compresi i comuni, potrebbero fare molto per la tutela e la salvaguardia dell’Ofanto purché adempiano concretamente, ogni giorno, ai loro compiti istituzionali. Quindi considerate le criticità che il sen. Quarto stesso denuncia, forse sarebbe il caso di portare a compimento, con il concorso di tutti, il procedimento in itinere presso la Provincia per l’approvazione definitiva dello Schema di Piano Territoriale e degli strumenti di pianificazione e di gestione del Parco Regionale dell’Ofanto. La piena operatività del Parco Regionale potrebbe rappresentare una buona base di partenza per l’istituzione del Parco Nazionale da lei proposto».

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