Mercoledì 08 Luglio 2020 | 01:35

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BARLETTA - Il Consiglio comunale è tornato a riunirsi nell’aula di via Zanardelli. E il ritorno nella sede istituzionale preposta è stato di quelli dirompenti dove non sono mancate le polemiche e la seduta che è stata sciolta per il venir meno del numero legale. I lavori riprenderanno questa mattina alle 9 in seduta di seconda convocazione. All’ordine del giorno c’erano ben undici punti, tutti inerenti la presa d’atto e il riconoscimento di debiti fuori bilancio, molti dei quali in scadenza a giorni.

Come al solito, prima di avviare la discussione sugli argomenti all’odg, il Consiglio ha avviato i lavori sulle domande di attualità. La prima domanda l’ha presentata ed esposta il consigliere Antonio Coriolano sullo stato dell’arte di alcuni immobili sorti in via Canosa. «Premesso che a Barletta - recita la domanda d’attualità di Coriolano - vige ancora il Piano regolatore generale approvato da circa 50 anni, in via Canosa nei pressi del ristorante La Verde Giada stanno sorgendo due complessi edilizi in capo alla Habitat System Srl e alla edilizia Gorgoglione srl; che le costruzioni in zona agricola prevedono il rispetto di norme specifiche; chiedo di sapere se le particelle in cui stanno sorgendo tali edifici siano ubicati in zona agricola e di conoscere in base a quali norme siano state consentite tali costruzioni». Sulla domanda, il sindaco Cannito non ha risposto nel merito limitandosi a riferire che lo farà l’assessore Rosa Tupputi che ha la delega all’edilizia privata e pubblica. Di contro il consigliere Coriolano, oltre a rilevare come il sindaco fosse tenuto ad essere a conoscenza e quindi a rispondere, ha insistito sottolineando come la delega all’urbanistica sia proprio rimasta in capo al primo cittadino. Di qui sono scattate le solite schermaglie e battibecchi senza produrre al momento alcuna risposta.
Ma a monopolizzare i lavori del Consiglio è stata la revoca dell’assessore alla polizia municipale Michele Lasala, avvenuta qualche settimana fa a seguito della questione dell’immobile al primo piano del palazzo dove è ubicata la Cantina della Sfida. Come è noto, la giunta comunale lo scorso 12 giugno deliberò l’atto di rinuncia al diritto di prelazione in presenza di una compravendita dell’immobile ad opera di una società il cui socio e amministratore è risultato essere Lasala. Dopo un servizio a cura de La Gazzetta, la questione è approdata in Consiglio comunale che con due mozioni ha chiesto alla giunta di revocare la rinuncia e far valere il diritto di prelazione. Di qui è scoppiato il caso Lasala. Il sindaco Cannito in aula dichiarò che l’assessore non aveva comunicato di essere socio-amministratore di quella società. Circostanza smentita a voce ma senza alcuna nota da parte di Lasala. È sorta così una “querelle” che ha portato alla revoca dell’assessore in questione. E proprio su questo passaggio, i consiglieri di opposizione e anche alcuni di maggioranza si aspettavano le comunicazioni in consiglio da parte del sindaco circa le motivazioni dell’atto di revoca. Incalzato dai consiglieri Coriolano, G. Basile, Doronzo e Grimaldi, il sindaco - in prima battuta - si è limitato a dire che le motivazioni sono contenute nel decreto di revoca. Poi - in seconda battuta - ha riferito che la revoca non è avvenuta a causa della questione del diritto di prelazione, ma a rapporti tra lui e Lasala che da tempo si erano logorati. Tra interventi, repliche e controrepliche ci sono state polemiche e reciproci attacchi. Si è passati ai primi punti all’odg: alle 13,30 è venuto meno il numero legale e la seduta si è sciolta.

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