Martedì 23 Aprile 2019 | 00:11

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Così l’assessore alle aziende partecipate, Tommaso Laurora, commentando a distanza di qualche giorno la notizia dell’addio da Amiu dell’Amministratore unico, Alessandro Guadagnuolo

Trani, Rebus Amiu, parla l'assessore Laurora: «Non si può restare a guardare»

Tommaso Laurora

TRANI - «Le dimissioni dell’amministratore unico di Amiu, le cui motivazioni non sono note, pongono le basi per operare una seria riflessione politica sul futuro della nostra azienda partecipata: il tema cruciale consiste nel mancato superamento delle criticità nelle relazioni istituzionali e rispettive competenze, fra organo gestionale della azienda e organo politico». Così l’assessore alle aziende partecipate, Tommaso Laurora, commentando a distanza di qualche giorno la notizia dell’addio da Amiu dell’Amministratore unico, Alessandro Guadagnuolo.

L’ex consigliere comunale più suffragato, successivamente cooptato dal sindaco, Amedeo Bottaro, in giunta, dichiara di non conoscere le motivazioni alla base delle dimissioni di Guadagnolo, ma subito dopo, richiama il succo dell’ampia relazione trasmessa dallo stesso ex Amministratore unico al sindaco, inquadrando perfettamente nella sostanziale incomunicabilità fra azienda e socio il motivo principale e fondante di quella sua scelta.
Un’evoluzione che a Laurora, però, non è piaciuta soprattutto perché, sembra di comprendere, siamo in presenza della classica metafora per cui, mentre i medici si consultano, il paziente muore. Ed in questo caso, sotto i ferri, c’è una città cui Amu fa fatica a rendere un servizio puntuale, efficiente ed efficace.

«Io credo che in situazioni critiche, quale quella che stiamo vivendo - scrive l’assessore sulla sua pagina Facebook, piuttosto che assistere al misero rinvio di responsabilità fra le parti, occorraassumere decisioni forti e coraggiose. Essere semplicemente spettatori (e questo vale per tutti) non è consentito se si vuole bene alla azienda e alla città. L’Amiu è patrimonio dell’intera collettività tranese e va tutelata, salvaguardata e valorizzata».
Nel merito dei problemi, a detta di Laurora «non si può procrastinare oltre l’invocato Ufficio relazioni con le partecipate, che operi nel rispetto del “controllo analogo“. Inoltre, non è più immaginabile operare la gestione senza avere predisposto un programma di valutazione rischi aziendali e, quindi, posto in essere i correttivi per prevenirli. Si dica a chiare lettere che occorre un piano di risanamento e ristrutturazione aziendale - è la frecciata di Laurora a Guadagnuolo -, ma in tempo utile e non quando si è al commiato».

In realtà, la lunga relazione trasmessa da Guadagnolo al sindaco, contestualmente alle dimissioni, è proprio una fotografia di stato dell’arte e necessità di Amiu, dai 33 nuovi dipendenti di cui ha bisogno ad uno stato patrimoniale che rischia nuovamente di complicarsi se non si procede, quanto prima, alla scissione dell’azienda fra ramo impianti - tuttora improduttivo - e ramo servizi.
Come uscire, allora, dallo stallo? Per Laurora serve una figura di spessore ed al di sopra delle parti: «Ci vogliono chiarezza, competenza, autorevolezza e fermezza nell’assumere decisioni, sia a livello politico e sia a livello di management aziendale - osserva l’assessore -. Per ottenere questo obiettivo, occorre incaricare una figura manageriale di indiscusso valore, che operari in attuazione di scelte strategiche quanto più possibile condivise dalla maggior parte della classe politica».
Un assessore che evoca la necessità di una figura autorevole e super partes, (Laurora è espressione di una maggioranza finora accusata di non comunicare con la minoranza), rappresenta una notizia e, soprattutto, la spia di un’invocata svolta: «Ritengo che le scelte strategiche, e degli uomini che devono attuarle - conclude Laurora -, non possano essere ad esclusivo appannaggio della maggioranza di governo, ma vadano discusse e possibilmente condivise con le altre forze politiche , favorendo la partecipazione attiva delle associazioni e dei cittadini. Il momento è delicato ed è in queste occasioni che occorre favorire la massima partecipazione al processo decisionale. Su questo principio si baserà il confronto politico - conclude -, per il bene della azienda e della nostra città».

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