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In Puglia e Basilicata

L'operazione

Bari, bancarotta: GdF sequestra beni a 14 persone, nei guai la famiglia De Gennaro

guardia di finanza

Il sequestro ammonta a 27 milioni di euro. La famiglia di costruttori fu coinvolta nell’indagine della Procura di Bari sugli appalti truccati nel 2012

11 Giugno 2019

Massimiliano Scagliarini

Una nuova inchiesta per associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta colpisce la famiglia De Gennaro, i costruttori coinvolti nell’indagine della Procura di Bari sugli appalti truccati che nel 2012 lambì anche il Comune di Bari e portò a 7 ordinanze di custodia cautelare. La Finanza, su ordine della Procura di Taranto, ha eseguito una serie di decreti di sequestro finalizzati alla confisca di oltre 27 milioni di euro. I provvedimenti, chiesti dal pm Lucia Isceri, riguardano 14 persone, tra cui Gaetano Pasquale, Daniele Giulio, Carmine, Gerardo e Vito Michele De Gennaro, oltre che vari professionisti e amministratori di alcune società con sede a Bari, Taranto e Martina Franca.

L’inchiesta parte dal fallimento avvenuto a Taranto della Mf Trading, nel 2011, una società del gruppo che prima si chiamava Dinvest e che sarebbe stata svuotata a favore della Dec con una operazione “pur astrattamente configurabile come lecita” che aveva però lasciato in capo alla Mf (amministrata a quel punto da un prestanome) soltanto i debiti: il ricavato dell’operazione, pari a 4,2 milioni, sarebbe finito “nelle casse della famiglia”, insieme agli immobili e ai terreni.

La Procura aveva chiesto l’interdizione dalle attività d’impresa per i De Gennaro e altre quattro persone (Giuseppe Monteleone, Vincenzo De Caprio, Giulia Mazzone e Annamaria Cacciapaglia) e l’interdizione dall’attività di commercialista per Nicola Di Flumeri, Donato Radogna e Leonardo Tinelli, richiesta però rigettata dal gip Paola Incalza perché i fatti sarebbero troppo risalenti nel tempo. Tra i reati contestati ci sono numerose ipotesi di bancarotta documentale, dissipativa e preferenziale, oltre che false comunicazioni sociali e infedeltà patrimoniale: una parte delle accuse (compresa una bancarotta preferenziale per oltre 15 milioni) risulta però prescritta. Il gip ha autorizzato il sequestro di denaro, quote societarie e beni immobiii per circa 27 milioni, ritenuti profitto delle condotte contestate. La Procura di Taranto, basandosi su una consulenza tecnica e sulle indagini della Finanza, ha anche ricostruito il tentativo di intestare a un prestanome le quote della Dec (la società oggetto delle indagini di Bari sugli appalti), così tentando di far sparire un patrimonio da 20 milioni di euro.

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Commenti all'articolo

  • stormo

    11 Giugno 2019 - 14:34

    Emiliano ha nulla da dire?

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