Sabato 19 Giugno 2021 | 02:21

NEWS DALLA SEZIONE

L'editoriale
Con o senza mascherina, il tempo libero è tornato

Con o senza mascherina, il tempo libero è tornato

 
La curiosità
Se i candidati alla maturità sbagliano... mascherina

Se i candidati alla maturità sbagliano... mascherina

 
il punto
Il ritorno del tricolore per gli azzurri e per tutti noi

Il ritorno del tricolore per gli azzurri e per tutti noi

 
L'analisi
Guelfi bianchi e guelfi neri quella lezione dimenticata

Guelfi bianchi e guelfi neri quella lezione dimenticata

 
L'analisi
Coprifuoco finito, riecco tutti i mali del sabato sera

Coprifuoco finito, riecco tutti i mali del sabato sera

 
il punto
Il patriottismo «dolce» e l’amara odissea di due pugliesi

Il patriottismo «dolce» e l’amara odissea di due pugliesi

 
L'analisi
Gigi Riva, l’omaggio

Gigi Riva, l’omaggio

 
la riflessione
Se l’Italia chiude il corridoio della Cina verso l’Europa

Se l’Italia chiude il corridoio della Cina verso l’Europa

 
Dopo i fatti di Melfi
Dal linguaggio violento alla violenza politica

Dal linguaggio violento alla violenza politica

 
Taranto in C
La rinascita di una città ha a che fare con lo sport

La rinascita di una città ha a che fare con lo sport

 
L'editoriale
Una riforma della giustizia per ridare fiducia ai cittadini

Una riforma della giustizia per ridare fiducia ai cittadini

 

Il Biancorosso

verso il futuro
Il Bari di Mignani vira verso il 4-3-1-2

Il Bari di Mignani vira verso il 4-3-1-2

 

NEWS DALLE PROVINCE

HomeCovid
Puglia, riunione d'urgenza per fronteggiare la variante indiana

Puglia, riunione d'urgenza per fronteggiare la variante indiana

 
LecceIl blitz
Carmiano, Faider fiuta la droga e scattano due arresti

Carmiano, Faider fiuta la droga e scattano due arresti

 
PotenzaMobilità
Potenza, verifiche sul Ponte Musmeci, traffico deviato

Potenza, verifiche sul Ponte Musmeci, traffico deviato

 
BariL'iniziativa
Bari, al via i lavori per il parchetto dei cani

Bari, al via i lavori per il parchetto dei cani

 
PotenzaL'emergenza
Basilicata zona bianca: Speranza telefona a Bardi

Basilicata zona bianca: Speranza telefona a Bardi

 
Foggiail processo
Ucciso durante una rapina: Regione Puglia e associazione Panunzio parti civili

Ucciso durante una rapina: Regione Puglia e associazione Panunzio parti civili - Il 17enne confessa: «Non volevo ucciderlo»

 
BatGiustizia svenduta
Lecce, l'imprenditore Flavio D’Introno condannato a due anni e sei mesi di reclusione.

Lecce, l'imprenditore Flavio D’Introno condannato a due anni e sei mesi di reclusione

 
TarantoMonitoraggio
Taranto, in carcere 34 positivi ma uno solo è ricoverato

Taranto, in carcere 34 positivi ma uno solo è ricoverato

 

i più letti

L'analisi

Le leggi non si fanno dal palco dei concerti

Il caso è deflagrato dopo le dichiarazioni di Fedez fatte dal palco del Concertone del 1° Maggio, con tutte le polemiche che ne sono scaturite

Che bella polemica

Nella composita maggioranza che sostiene il governo Draghi cominciano a evidenziarsi le prime crepe. Come spesso accade su quei muri tirati su troppo in fretta e dove non c’è stato il tempo di far asciugare per bene gli intonaci. Una di queste crepe, in realtà, è piuttosto profonda ed è determinata dall’approdo al Senato del disegno di legge Zan su «Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità».

Al di là della lunghezza del titolo, il disegno di legge vuole proteggere due categorie di persone: i disabili e tutti coloro che possono subire discriminazioni o violenze in ragione del loro sesso, genere, orientamento sessuale e identità genere. L’esatto significato di questi termini è spiegato nell’articolo 1 del ddl. Si tratta non di questioni astratte, ma di misure che toccano la carne viva delle persone e quando questo accade occorre muoversi con cautela e lungimiranza. Purtroppo non sembra questo lo stile adottato, dal momento che il caso è deflagrato dopo le dichiarazioni di Fedez fatte dal palco del Concertone del 1° Maggio, con tutte le polemiche che ne sono scaturite.
I fatti dicono che dopo il sì della Camera nel novembre 2020, il ddl è di fatto bloccato al Senato.

Buona parte del centrodestra e alcuni parlamentari cattolici sono infatti contrari all’attuale testo e ne stanno rallentando la trasformazione in legge. Contro il ddl Zan si sono apertamente pronunciati la Conferenza episcopale italiana, alcune associazioni di cattolici e anche gruppi di femministe.
Il ddl si può suddividere sostanzialmente in due parti: una prima, in cui modificando alcuni articoli del Codice penale, si affiancano a discriminazioni già codificate come quelle di natura razziale anche quelle relative al sesso o al genere. Su questo tutti i partiti sono sostanzialmente d’accordo e riconoscono la necessità di introdurre nel nostro ordinamento una serie specifica di reati e di aggravanti. Una parte minoritaria di politici e di giuristi obietta però che a tale scopo sarebbero sufficienti le aggravanti generiche dei «motivi futili e abbietti» già previsti per ogni reato. Quindi una legge sostanzialmente inutile.

Sappiamo però che l’Italia è la patria del «diritto creativo» ed è facile imbattersi in sentenze che, sfruttando lo spazio interpretativo concesso dalla norma, portano ad avere decisioni opposte su casi simili. Tutti ricordiamo la singolarità di quel verdetto con cui la Cassazione stabilì che non si poteva parlare di stupro poiché la vittima indossava jeans troppo attillati. Lasciamo perdere.

I due punti sui quali invece lo scontro è apertissimo riguardano la libertà di espressione e l’attività di prevenzione nelle scuole. Per quanto riguarda la libertà di espressione c’è da dire che il ddl si preoccupa di tutelarla, ma la formulazione dell’articolo 4, che affronta il «Pluralismo delle idee e libertà delle scelte» è infelice. Primo, perché la materia è estremamente scivolosa e tira in ballo diverse libertà di rango costituzionale; secondo, perché il «pluralismo delle idee» è un concetto fuorviante: le idee per loro natura sono e devono essere plurali, se l’idea è una sola è ideologia; terzo, perché il testo consente le interpretazioni più diverse, comprese quelle più volte sbandierate in tv e sui giornali dai detrattori del ddl Zan. Ecco che cosa dice: «Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti». Diciamolo, è parecchio ambiguo.

L’altro punto critico è dato dall’attività di prevenzione da svolgersi nelle scuole, soprattutto nella Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la trans fobia, attraverso «cerimonie, incontri e ogni altra iniziativa utile» al fine di «promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione». Da tempo la scuola è in affanno nello svolgere una funzione formativa ed educativa. Le cause sono le più diverse, a cominciare dal susseguirsi di riforme e riformine, per finire al colpo di grazia assestato dal Covid e dalla Dad. In un contesto di questo tipo e davanti a platee di ragazzi e ragazze sempre più fragili è facile sbagliare bersaglio e trasformare un nobile intento formativo in un indottrinamento. Anche su questo punto andrebbe fatta più chiarezza e forse la promozione della cultura del rispetto e dell’inclusione andrebbe declinata in tutta la società con programmi chiari, specifici e rivolti a categorie di persone determinate. Perché cultura del rispetto non vuol dire né vogliamoci tutti bene né che tutte le idee o tutti i comportamenti stanno sullo stesso piano.

Dalla lettura dell’intero ddl si evince che accanto alla giusta e condivisa necessità di definire e punire reati odiosi, c’è anche il tentativo altrettanto giusto di prevenirli, venato però dall’idea che una legge possa risolvere un problema di questa portata. Ma la legge contro l’omofobia non potrà mai risolvere il problema, così come nessun codice penale è mai riuscito a fermare l’omicidio o il furto. Serve uno scatto culturale. Una legge nasce per proteggere le potenziali vittime, per infliggere il castigo, per distinguere il lecito dall’illecito. È una fatale illusione prospettica immaginare che con una norma si possano fermare l’omofobia o il femminicidio. È questo il germe dell’errore contenuto nel ddl Zan. Ma va valutato e possibilmente corretto nelle sedi deputate, non sul palco di un concerto.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie