Martedì 19 Gennaio 2021 | 22:40

NEWS DALLA SEZIONE

Il commento
Bari e Taranto, non è una sconfitta capitale

Bari e Taranto, non è una sconfitta capitale

 
La riflessione
Pfizer tra monopolio e pasticcio consegne

Pfizer tra monopolio e pasticcio consegne

 
L'analisi
Il rottamatore tradito dall’ossessiva comunicazione

Il rottamatore tradito dall’ossessiva comunicazione

 
Il commento
Una finalissima in 48 ore: l’arbitro è Mattarella

Una finalissima in 48 ore: l’arbitro è Mattarella

 
La riflessione
Stretti fra crisi e pandemia non rinunciamo a un sorriso

Stretti fra crisi e pandemia non rinunciamo a un sorriso

 
Il caso
Il peccato originale della legge elettorale

Il peccato originale della legge elettorale

 
L'editoriale
Bari e Taranto, dalla cultura le chiavi per il paradiso

Bari e Taranto, dalla cultura le chiavi per il paradiso

 
Il commento
Quelle fasce a colori nella crisi di Governo

Quelle fasce a colori nella crisi di Governo

 
L'ANALISI
Energia, la transizione non passa da Brindisi

Energia, la transizione non passa da Brindisi

 
Il commento
E lo sport di Puglia non si lascia piegare

E lo sport di Puglia non si lascia piegare

 
Il commento
Roba da matti nel Paese chiamato allegrezza

Roba da matti nel Paese chiamato allegrezza

 

Il Biancorosso

Biancorossi
Bari, i numeri in grigio: Ternana avanti in tutto

Bari, i numeri in grigio: Ternana avanti in tutto

 

NEWS DALLE PROVINCE

LecceIl caso
Mafia, annullata interdittiva a società steward dello stadio di Lecce

Mafia, annullata interdittiva a società steward dello stadio di Lecce

 
Covid news h 24Il virus
Coronavirus a Mottola, focolaio in una Rsa: 22 positivi

Coronavirus a Mottola, focolaio in una Rsa: 22 positivi

 
BatLa disgrazia
Andria, addio a Gianna: muore sola in casa a 49 anni il travestito vittima di insulti

Andria, addio a Gianna: muore sola in casa a 49 anni il travestito vittima di insulti

 
PotenzaIl virus
Covid 19, focolaio in una Rsa a Brienza, nel Potentino: morti 4 anziani

Covid 19, focolaio in una Rsa a Brienza, nel Potentino: morti 4 anziani

 
BariIl caso
Sanità, l'accusa di Zullo (FdI): «Da Asl Bari 30mila avvisi di accertamento»

Sanità, l'accusa di Zullo (FdI): «Da Asl Bari 30mila avvisi di accertamento»

 
Foggiaparto record
Dal Canada a Foggia per far nascere tre gemellini: mamma dimessa

Dal Canada a Foggia per far nascere tre gemellini: mamma dimessa

 
MateraIl caso
Matera, minaccia convivente disabile con una katana, arrestato 70enne

Matera, minaccia convivente disabile con una katana, arrestato 70enne

 
Brindisila denuncia
Covid, nel Brindisino 100 vaccinati senza averne diritto: presentata interrogazione a Lopalco

Covid, nel Brindisino 100 vaccinati senza averne diritto: presentata interrogazione a Lopalco

 

i più letti

La riflessione

Un terremoto che scatenò la nuova razza predona

C’è un prima e dopo il terremoto '80

Terremoto Irpinia, dopo 37 anniStato paga ancora commissario

C’è un prima e dopo il terremoto '80. La Protezione civile ha visto l'alba nel sisma di quarant'anni fa, tutta l’Italia ha preso coscienza di essere un territorio estremamente fragile, il settore delle costruzioni ha scoperto la necessità di investire in strutture antisismiche. Ma c'è anche una sottile linea rossa che divide i due momenti storici, un confine «tra la lucidità e la follia», come scrive Rudyard Kipling (Bombay, 30 dicembre 1865-Londra, 18 gennaio 1936) in uno dei suoi versi. Lucidità e follia che hanno innervato la criminalità organizzata pronta a fiondarsi sul cospicuo flusso di finanziamenti statali diretto nelle zone terremotate. Non si vedevano tanti soldi dai tempi del piano Marshall, quando la mafia, anch'essa provata dalla guerra, non ebbe modo e tempo di intercettarli. Nell'80, però, la sua azione fu fulminea. Quel «Fate presto» che riecheggiava sui giornali non era certo rivolto a Cosa nostra. Che viaggiò a quattro cilindri contro i due dei soccorsi.

I Governi dell'epoca stanziarono qualcosa come 50.620 miliardi delle vecchie lire tra Basilicata e Irpinia. Dovevano servire per la ricostruzione e la reindustrializzazione dei territori colpiti dal sisma. Gran parte di quel denaro si è perso per strada, fagocitato da progetti aziendali impalpabili come lo squacquerone. Non solo imprenditori improvvisati, ma il frutto di una regia della Camorra che, introducendo elementi di degenerazione all'interno delle istituzioni, riuscì a mettere le mani sul tesoro della legge 219/81, alzando un muro per catalizzare i finanziamenti destinati alle aziende e alla ricostruzione edilizia. Approfittò della fretta degli aiuti, della disperazione della gente, del caos creato da una legislazione d'urgenza che cercò di smarcarsi dalla burocrazia per accelerare le procedure, con il risultato di allargare troppo le maglie del tracciamento. Tra continue deroghe ai procedimenti di spesa, deleghe di poteri pubblici a privati, vigilanza ridotta a un timbro notarile e moltiplicazione dei centri di spesa, si creò un terreno fertile per le mire della criminalità. Se ne ebbe il sentore fin da subito. Nel 1981 la Commissione antimafia parlò del rischio che una grande occasione per uscire dal sottosviluppo potesse diventare un'opportunità di arricchimento personale, approfittando anche di un ceto politico di amministratori locali «impreparato ad assumersi oneri e responsabilità organizzative e di programmazione». Ma soltanto dodici anni dopo, nel 1993, la stessa Commissione arrivò alla conclusione che tutto quell'insieme di condizioni servì alla criminalità organizzata per incidere nei processi di ricostruzione, arrivando a gestire l'edificazione di nuove case e ficcare il naso (e le mani) nella realizzazione di opere pubbliche, al punto che «intere famiglie camorristiche – come scrisse la stessa Commissione – diventarono delle vere e proprie holding di imprese capaci di controllare l'economia del territorio».

Da allora a oggi resta la consapevolezza che la criminalità ha inciso su ogni aspetto di una sciagura che da un lato ha lasciato incompleto il processo di ricostruzione e dall'altro ha rimpinguato i bilanci della Camorra. Per la quale non sarà sembrato vero di aver trovato una maniera di fare soldi più sicura e anche più redditizia del traffico di droga, di armi o della pratica delle estorsioni. Tutto più «pulito», lineare, una pratica da «colletti bianchi» senza spargimento di sangue, lasciandosi alle spalle responsabilità da addebitare alla politica, terremotati nei prefabbricati, strade incomplete, capannoni industriali vuoti sullo sfondo di un bottino piovuto dal cielo di Roma.

Aveva ragione l'allora governatore della Banca d'Italia, Guido Carli (Brescia, 28 marzo 1914 – Spoleto, 23 aprile 1993) quando disse che sarebbe stato meglio dare 50 milioni di lire cash a tutti i cittadini di Basilicata e Campania invece di creare quel fiume «infruttuoso» di denaro. Che si è perso in varie affluenti finendo nel mare magnum degli affari illeciti.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie