Domenica 15 Dicembre 2019 | 09:48

NEWS DALLA SEZIONE

il punto
Dalle piazze virtuali alle piazze delle persone

Dalle piazze virtuali alle piazze delle persone

 
Politica 2.0
Da Schmitt alla sfida europea radici e futuro del sovranismo

Da Schmitt alla sfida europea radici e futuro del sovranismo

 
L'analisi
Indignatevi piazze del Sud (con i dottori ora spazzini)

Indignatevi piazze del Sud (con i dottori ora spazzini)

 
verso il 2020
Puglia, il centrodestra cerca la sintesi su Fitto

Puglia, il centrodestra cerca la sintesi su Fitto

 
politica
Le sardine conquistano Francesca Pascale, ma non tutte le pugliesi

Le sardine conquistano Francesca Pascale, ma non tutte le pugliesi di destra

 
l'approfondimento
Impariamo a pronunciare parole non ostili

Impariamo a pronunciare parole non ostili

 
L'analisi
Dall’Europa agli appalti una lunga serie di autogol

Dall’Europa agli appalti una lunga serie di autogol

 
il punto
Ma occorre cambiare il modo di fare l'acciaio

Ma occorre cambiare il modo di fare l'acciaio

 
l'analisi
Il complesso di Telemaco della nostra dmeocrazia

Il complesso di Telemaco della nostra dmeocrazia

 
L'analisi
Partititi, rischio di apparire monadi senza finestre

Partititi, rischio di apparire monadi senza finestre

 
il commento
Tosca, boom di ascolti: la qualità anche in Tv

Tosca, boom di ascolti: la qualità anche in Tv

 

Il Biancorosso

serie c
Bari: senza Di Cesare e Scavone, a Caserta per chiudere l'andata in bellezza

Bari: senza Di Cesare e Scavone, a Caserta per chiudere l'andata in bellezza

 

NEWS DALLE PROVINCE

BrindisiVia 53mila persone
Bomba day

Brindisi, evacuazione all'alba per bomba-day: città deserta, artificieri Esercito al lavoro

 
GdM.TVAllarme bomba
Bari, borsone sospetto su  panchina davanti alla stazione: traffico bloccato, zona transennata

Bari, borsone sospetto su panchina davanti alla stazione: traffico bloccato, zona transennata

 
Leccenel Leccese
Lizzanello, colpi di pistola contro vetrina parrucchiere: indagano i cc

Lizzanello, colpi di pistola contro vetrina parrucchiere: indagano i cc

 
Tarantosulla SS 106
Taranto, guida ubriaco con 200 stecche di sigarette nel portabagagli: denunciato

Taranto, guida ubriaco con 200 stecche di sigarette nel portabagagli: denunciato

 
Foggianel Foggiano
Manfredonia, barche «in regola», ma senza controlli: arrestati 4 militari Capitaneria

Manfredonia, barche risultavano «in regola»: arrestati 2 militari Capitaneria, 27 indagati

 
Materanel Materano
Base logistica mafia lucana a Bernalda: un altro fermo

Base logistica mafia lucana a Bernalda: un altro fermo

 
Batil caso
Bat, concorso funzionari ex Provincia: c'è l'ombra di una parentopoli

Bat, concorso funzionari ex Provincia: c'è l'ombra di una parentopoli

 
HomeMaltempo in Basilicata
Lauria, vento spazza via tetto di una palestra: ci sono feriti

Lauria, tromba d'aria spazza via tetto del PalaAlberti: 8 feriti, grave 28enne VD/FT

 

i più letti

L'analisi

La politica intrappolata dalla logica elettorale

In politica ripartire dalle basi è utile. Anzi a volte è indispensabile.

La politica intrappolata dalla logica elettorale

Ho sempre pensato che se nella postmodernità è diventato ormai impossibile procedere per dogmi e verità precostituite, visto che tutti coltiviamo la pretesa di ergere a paradigmi le nostre micro narrazioni individuali, importante è non sviluppare assuefazione rispetto a quella che Bauman chiamava “la società dell’incertezza”. Una società, cioè, che sembra rifiutare la prospettiva della stabilità e della durata, una società in cui “il tempo non è più un fiume che scorre, ma un insieme di pozzanghere” e la frammentazione è condizione e non processo. Parto da queste considerazioni di carattere generale per argomentare intorno alle vicende politiche (ma sarebbe meglio dire partitiche) degli ultimi giorni.

La politica ha molti compiti, ma uno appare più importante di altri, almeno dal punto di vista strategico: il perseguimento del bene comune e dell’interesse collettivo. Persino il marketing, come due giorni fa ha ricordato a Roma Philip Kotler, è orientato ormai al common good, figuriamoci se non debba esserlo la politica che è al tempo stesso rappresentanza e rappresentazione, comprensione e deliberazione, supervisione delle dinamiche macro sociali e visione prospettica. Ha ragione John Law quando afferma che il problema dell’ordine sociale (leggasi della coesione sociale) sembra essere stato sostituito dalla preoccupazione per l’evoluzione dei processi di regolazione socio-tecnologici. Tutto questo, però, sebbene sia diventato inevitabile a seguito della trasformazione digitale non svincola la politica dalla necessità di un maggiore radicamento ad una delle sue forme ontologiche di progettualità: la capacità di decidere, scegliendo tra le diverse alternative a disposizione, la forza di fornire soluzioni concrete ai problemi delle comunità e nel contempo la possibilità di produrre significato, orientando i singoli e la collettività in direzione di valori comuni. L’eccesso di frammentazione, l’assenza di una direzione di marcia univoca, lo schiacciamento della politica e dei politici sul presente rappresentano un ostacolo enorme al perseguimento di queste finalità. Più l’orizzonte temporale della politica si restringe, più è difficile fare programmazione. Più è difficile fare programmazione, più si allontana la possibilità di invertire la tendenza. Più l’innovazione tarda ad arrivare o si palesa sotto mentite spoglie, peraltro non facilmente percepibili dall’opinione pubblica, più nascono forme di partecipazione dal basso come quelle manifestatesi con il movimento delle sardine.
Volendo fare un’istantanea dell’attuale situazione politica, emergono spinte e controspinte da parte di tutti i player in campo.

Perché la politica possa incidere e generare impatto positivo, essa non può e non deve essere contro qualcuno o qualcosa, ma a favore di un’idea e di un progetto chiaro e riconoscibile. I partiti politici sembrano intrappolati in questa logica, che per comodità chiameremo “logica elettorale”. Secondo questo approccio, di metodo e di merito, ciò che conta è la massimizzazione del consenso o il contenimento dei danni in prossimità di appuntamenti elettorali che il fattore tempo distribuisce ormai con cadenza continua e stabile. Capita così che ogni elezione si carichi di una valenza, almeno ai fini dell’interlocuzione con l’elettorato attivo, molto più grande di quella che essa avrebbe in condizioni di normalità. Capita che le campagne elettorali vengano immaginate come terreno di scontro interno ai partiti per mettere in discussione leadership e modelli di governance, talvolta ricorrendo a strategie che producono effetti boomerang per chi le determina. Capita che si usino armi di pressione sul governo, con il solo intento di guadagnare spazi di manovra che diversamente sarebbe impossibile ottenere. Capita questo e altro ancora e poco importa se restano aperti dossier come quelli di Arcelor Mittal e di Alitalia. Poco importa se crollano viadotti, se l’Italia è sferzata dal maltempo, se siamo all’ultimo posto nella graduatoria dei Paesi che crescono di meno dal punto di vista economico. Tutto è ricondotto alle guerre di potere e di posizione, come se valesse solo l’oggi, come se il “presente continuo” fosse l’unica bussola alla quale ispirarsi per farsi largo nei meandri della quotidianità. La politica, insomma, è diventata la piattaforma per dar vita a continue corse ad ostacoli. Ogni volta c’è una barriera da superare: vincere o quanto meno non perdere male alle prossime elezioni. Ogni volta un voto, superato il quale si ricomincia con uno sguardo sempre meno lungo e sempre meno largo. Un discorso questo che vale per la maggioranza e per l’opposizione, entrambe impegnate a favorire il primato della tattica e quello della contingenza sul resto, con tutti i problemi che ne conseguono specie per l’attuazione di dinamiche di de-ideologizzazione.

Occorre reinterpretare il significato della politica, sapendo che ogni sua azione mira o alla conservazione (spesso anticamera della stasi e del declino) o al cambiamento che però non è uno slogan, ma un elemento identitario avendo bisogno di una dose manifesta di azionabilità senza il condizionamento dei veti e contro-veti che spesso accompagnano gli esecutivi di coalizione. Recuperare i tratti distintivi della filosofia politica può essere utile. Scegliere il miglior modello organizzativo, individuare il fondamento della funzione della politica, conoscere fino in fondo la natura dell’agire politico, determinare il più efficace metodo da seguire. Max Weber distingueva tra il potere come potenza e il potere come servizio, ovvero come possibilità per gli altri più che per sé. Ripartire dalle basi è utile. E a volte indispensabile.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie