Martedì 16 Luglio 2019 | 20:20

NEWS DALLA SEZIONE

Il punto
Gli equilibri impossibili tra Mosca e Washington

Gli equilibri impossibili tra Mosca e Washington

 
L'analisi
Il governo i partiti e la sfida del nuovo

Il governo i partiti e la sfida del nuovo

 
L'editoriale
Il lavoro che a volte c'è, è la risposta che non c'è

Il lavoro che a volte c'è, è la risposta che non c'è

 
La tragedia
Si schianta con l’auto pur di «apparire» su Facebook

Si schianta con l’auto pur di «apparire» su Facebook

 
L'analisi
Cambia il mondo per il clima ma i politici sono pronti?

Cambia il mondo per il clima ma i politici sono pronti?

 
Il punto
Attenzione: inciuci anti-Sud sono sempre in agguato

Attenzione: inciuci anti-Sud sono sempre in agguato

 
L'editoriale
La rivincita dello Stato pigliatuttto in Italia

La rivincita dello Stato pigliatuttto in Italia

 
Il punto
Questione immigrazione: l'impotenza della sinistra

Questione immigrazione: l'impotenza della sinistra

 
L'editoriale
Una bomba a orologeria sul futuro delle camere

Una bomba a orologeria sul futuro delle camere

 
Il punto
L'Europa è donna. Evviva

L'Europa è donna. Evviva

 
Il punto
Il capitano stretto nei lacci di Gulliver

Il capitano stretto nei lacci di Gulliver

 

Il Biancorosso

Serie C
Bari, squadra parte in ritiro: non ci sarà Brienza

Bari, squadra parte in ritiro: non ci sarà Brienza

 

NEWS DALLE PROVINCE

TarantoMorti bianche
Taranto, gruista ex Ilva morto in mare: in settimana i funerali

Taranto, gruista ex Ilva morto in mare: in settimana i funerali

 
BatRifiuti
Discarica di Canosa, Stea: «In arrivo 4,2 mln per chiusura definitiva»

Discarica di Canosa, Stea: «In arrivo 4,2 mln per chiusura definitiva»

 
BrindisiUn mistero di 2000 anni fa
Brindisi, dalla Germania archeologi setacciano il mare a caccia del disco di Nebra

Brindisi, dalla Germania archeologi in mare a caccia del disco di Nebra

 
MateraL'omicidio
Pastore nel Materano, killer condannato a 26 anni di carcere

Pastore ucciso nel Materano, killer condannato a 26 anni

 
BariIl caso
Bari, dress code alle corsiste: al via interrogatorio dell'ex giudice Bellomo

Bari, dress code alle corsiste: dopo 9 ore di interrogatorio Bellomo nega tutto

 
FoggiaMaltempo
San Severo finisce sott'acqua: strade e chiese allagate

Pioggia torrenziale, San Severo finisce sott'acqua: strade e chiese allagate

 
LecceOrganizzato da Prog On
«Canterbury Tales»: Martano capitale del Prog per una sera, con il concerto di Richard Sinclair

«Canterbury Tales»: Martano capitale del Prog per una sera, con il concerto di Richard Sinclair

 
PotenzaDai carabinieri
Merce pagata e mai consegnata: 4 denunce nel Potentino per truffe online

Merce pagata e mai consegnata: 4 denunce nel Potentino per truffe online

 

i più letti

Il punto

Questione immigrazione: l'impotenza della sinistra

Eppure, proprio sotto il governo Gentiloni, sembrava che Minniti avesse individuato correttamente una strategia per aumentare i controlli e ridurre gli arrivi dei migranti

Questione immigrazione: l'impotenza della sinistra

Nella sceneggiata ormai quotidiana sulla crisi migratoria, di fronte alla «sfida infinita» tra il governo italiano – o meglio, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini - e la flotta pacifica delle Ong, la sinistra appare incerta, smarrita e ancora una volta divisa. Non possono bastare evidentemente le «comparsate» di Orfini e Del Rio a bordo della «Sea Watch», contestate peraltro da Calenda, per esprimere e comunicare una linea chiara e precisa su un tema epocale come questo. Né tantomeno giovano al Partito democratico i dissensi retroattivi manifestati in una recente intervista da Matteo Renzi nei confronti dell’ex premier Gentiloni e dell’ex ministro Minniti.

Ha ragione Zingaretti a liquidarla ironicamente come un’autocritica, perché in quel periodo l’ex rottamatore era segretario del Pd e non risulta che abbia contestato le scelte dei suoi colleghi di partito o ne abbia preso le distanze.
Ma, a parte le polemiche interne che lasciano il tempo che trovano, qual è oggi la linea politica “dem” sull’emergenza immigrazione? Non si va al di là della retorica umanitaria e dell’appello rituale alla solidarietà, nell’impotenza o nell’incapacità di proporre un’alternativa concreta e praticabile rispetto alla propaganda leghista dei “porti chiusi” e del “qui non sbarca nessuno”. Né si combatte la propaganda dicendo che è solo propaganda. Eppure, proprio sotto il governo Gentiloni, sembrava che Minniti avesse individuato correttamente una strategia per aumentare i controlli e ridurre gli arrivi dei migranti, ricercando accordi con i Paesi di provenienza in modo da contenere le partenze. E s’erano già visti i primi risultati.


Nella stessa base del Pd, è diffusa la tentazione di fare concorrenza a Salvini e di scavalcarlo – per così dire - sul piano dell’intransigenza. “A brigante, brigante e mezzo”, dice un vecchio proverbio popolare. Ma può un partito di sinistra, d’ispirazione democratica e progressista, adottare il “brigantaggio” come tattica di opposizione nei confronti della maggioranza di governo? Il filibustering, cioè l’ostruzionismo, è previsto dal galateo istituzionale nelle aule parlamentari, non nel confronto e nel dibattito pubblico. Non è detto poi che una scelta del genere possa assicurare consensi e voti a un partito come il Pd, se non altro perché maturerebbe in ritardo mentre questo settore del campo è già saldamente presidiato dalle truppe del Carroccio.


Che cosa può dire e fare la sinistra, dunque, per trattare in modo più efficace la questione e distinguersi dallo schieramento giallo-verde? Senza mutuare il linguaggio truce e l’atteggiamento autoritario di Salvini, può innanzitutto incrementare la pressione diplomatica sull’Unione europea, per modificare e aggiornare quelle norme che regolano attualmente i flussi immigratori, in modo da condividere più equamente l’onere dell’immigrazione: a cominciare dalla riforma dell’infausto Trattato di Dublino che attribuisce l’accoglienza ai Paesi di primo sbarco, come ha auspicato nei giorni scorsi il neo-presidente del Parlamento di Strasburgo, David Sassoli; fino al rispetto delle quote di ripartizione, più disattese proprio dagli Stati sovranisti, ai quali sarebbe opportuno comminare sanzioni economiche in caso di inottemperanza.


In secondo luogo, sulla strada già intrapresa da Minniti, occorre sollecitare un intervento politico degli organismi internazionali – dall’Unione europea all’Onu e alla Nato - per affrontare il problema alla radice. È necessario rimuovere le cause dell’immigrazione piuttosto che contrastarne gli effetti. I migranti non fuggono dai loro Paesi perché esistono gli scafisti e i “trafficanti di uomini”, come tende a far credere enfaticamente Salvini, bensì per sottrarsi alle guerre, alle torture e alle violenze, alla povertà e alla fame. Se non si rimuovono le cause di fondo, quel popolo di disperati continuerà a partire con qualsiasi mezzo per attraversare il Mediterraneo e conquistare la sopravvivenza. “Aiutarli a casa loro”, non può essere soltanto uno slogan da campagna elettorale né un alibi per respingerli: è un obiettivo che richiede impegno e coerenza. E se Vladimir Putin si offre di partecipare a questa complessa operazione per cercare di risolvere la crisi libica, come ha annunciato nella sua recente visita in Italia, ben venga anche il contributo della Russia.


Bisogna istituire infine i “corridoi umanitari”, per regolare i flussi immigratori in terra e in mare. L’obiettivo prioritario non dev’essere tanto quello di impedire che i migranti arrivino nei nostri porti, quanto di evitare che partano. E comunque, quando sbarcano sulle nostre coste, vanno identificati e registrati per non rischiare di confondere i rifugiati e i richiedenti asilo con i terroristi militanti o potenziali. Ma anche in questo caso bisogna riuscire a coinvolgere l’intera comunità internazionale, per ottenere risultati apprezzabili e duraturi.


In un mondo diviso ormai in verticale, fra Nord e Sud, Paesi ricchi e Paesi poveri, la verità è che la crisi migratoria non è altro che un lungo e sofferto processo per cui i poveri tendono a essere un po’ meno poveri per sopravvivere e i ricchi saranno costretti a essere un po’ meno ricchi per ridurre le disuguaglianze sociali. La pressione demografica non è uno “tsunami”, un terremoto o un’altra calamità naturale che prima o poi passa. “Il futuro dell’Europa sarà nei prossimi decenni un futuro d’immigrazione”, avverte il professor Nicola Daniele Coniglio, docente di Politica economica all’Università di Bari, in un saggio pubblicato da Laterza sotto il titolo “Aiutateci a casa nostra”. E questo esodo di massa non si fermerà né chiudendo i porti né innalzando muri ai confini.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie