Lunedì 08 Agosto 2022 | 21:06

In Puglia e Basilicata

La riflessione

Liberalismo vivo e vegeto lotterà insieme a noi

Putin-Trump e sullo sfondo l'internazionale sovranista

«Il liberalismo è vivo o è morto? Putin in preparazione del G20 ci dice che è morto. Caro Vladimir, come ti sbagli!»

29 Giugno 2019

Umberto Sulpasso

Gli americani lo chiamano “wishful thinking” quel pensiero che non corrisponde alla realtà ma ai propri sogni o desisderata. Il liberalismo è vivo o è morto? Putin in preparazione del G20 ci dice che è morto. Caro Vladimir, come ti sbagli!
Allora. Che accordi facciamo con Zar Vladimir? I soliti baratti celebrati dalla stampa tipo io ti do una cosa a te e tu mi dai una cosa a me, o significativi accordi strutturali di cui paradossalmente la Russia ha più bisogno di noi?

Il nodo preliminare da sciogliere è se il liberalismo è vivo o defunto? Il mondo va verso una ulteriore fase di liberalismo (di fatto ineluttabile in tempi di rivoluzione Cyber) o retrocede verso una fase di sciovinismo economico, magari camuffato da intolleranze verso immigrazioni, e pseudo sovranismo – al netto da strumentalizzazioni elettorali - di leggendaria archeicità? La risposta che si da cambia radicalmente il tipo di accordi da promuovere e siglare con il lider russo.
Putin, opta sul Financial Times (e sbaglia) sul fatto che il liberalismo è morto. Putin è Il lider a cui la Russia – e a mio parere l’Europa e il mondo - deve al 100% e magari 110% la capacità di arrestarsi nel lungo e drammatico procedere verso il disastro politico interno e internazionale attivato da Eltsin e dagli oligarchi, un gruppo di soggetti che si erano impadroniti del gangli vitali economici della Russia e rubavano a man bassa. Aver ricostituito credibilità internazionale al suo paese e aver ricreato all’interno un senso di amore per la lidership è grandissimo merito di quell’autentico lider con grande visione strategica politica internazionale che a giorni verrà a visitare l’Italia. Ma sul versante dell’economia verso questo grande lider politico e diplomatico, il PM Conte, e soprattutto gli industriali italiani, devono sapere che i suoi assistenti, sono stati avari – diciamo pure deficitari – di consigli giusti. Essersi votati ad una economia basata sulle materie prime – come un Saudi Arabia qualsiasi o un parvenue Venezuela - è un errore drammatico dei suoi consiglieri che il buon Vladimir non meritava. E Putin, ohimè per lui, ne paga le conseguenze. È ovvio che in una economia basata sulle materie prime il liberalismo è nemico. Ma i prezzi di quelle materie prime fluttuano enormemente e il GDP della Russia è disastroso perché Putin non ha l’ancora di stabilità interna che meriterebbe di avere da una politica industriale e manageriale moderna, appunto liberale. La Russia non è stata capace di costruire una classe imprenditoriale basata non sull’appropriazione delle risorse paese ma sul fare, e non ha costruito una struttura manageriale aperta al mondo per competere. È questa la ragione per cui il suo GDP, con tutto il gas e petrolio che si trova, è largamente inferiore a quello italiano! Ed è circa un diciottesimo di quello USA.

Domanda, con un divario di GDP di questo tipo e con un fattore demografico in perdurante crisi come può la Russia mantenere il confronto bellico con gli USA? Basandosi solo sulle risorse di materie prime? Per ottenerne più benefici la tentazione sbagliata è dichiarare che il liberalismo economico è morto. Ma ohimè per Vladimir, grande lider che merita grande ammirazione e rispetto, il liberalismo non solo non è morto ma diventerà sempre più radicale perché è insito nella rivoluzione del Cyber space, della Information technology, della intelligenza artificiale che si apprestano a governare il pianeta, e in larga misura già lo fanno. Putin e Conte, o chi per lui (Chi?), per fare cosa utile e buona devono preliminarmente concordare sul punto che la vera grande materia prima del XXI secolo è Knowledge, e quella circola in quasi assoluta libertà e governa e governerà sempre più tutta l’economia mondiale. Industriali (ohimè solo del Nord) fatelo presente. Il liberalismo, caro Vladimir, è vivo e più che mai vegeto più perché è il fattore decisivo del petrolio sapere. Un lider intelligente come te, deve costruirci sopra il futuro economico. È su questa base che bisogna ragionare Italia-Russia, nell’interesse industriale e manageriale dei due paesi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725