Martedì 26 Marzo 2019 | 17:12

NEWS DALLA SEZIONE

L'editoriale
Fino a quando il capitano resisterà all'ipotesi voto

Fino a quando il capitano resisterà all'ipotesi voto

 
La riflessione
Governo, alleati ma sempre più concorrenti a caccia di voti

Governo, alleati ma sempre più concorrenti a caccia di voti

 
L'analisi
Amaro lucano per Di Maio nell’urna dolce per Salvini

Amaro lucano per Di Maio nell’urna dolce per Salvini

 
L'analisi
Il circolo vizioso che frena la Basilicata

Il circolo vizioso che frena la Basilicata

 
La riflessione
La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

 
L'analisi
Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

 
La riflessione
L’autonomia non fa cultura

L’autonomia non fa cultura

 
L'analisi
Via della seta, ma per il Sud via della beffa

Via della seta, ma per il Sud via della beffa

 
La riflessione
La metamorfosi del belpaese dalla Vlora alla Diciotti

La metamorfosi del Belpaese dalla Vlora alla Diciotti

 
L'analisi
Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

 
la polemica
La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

 

Il Biancorosso

LA PARTITA
Il meglio di Palmese-Baritutte le emozioni biancorosse

Il meglio di Palmese-Bari
tutte le emozioni biancorosse

 

NEWS DALLE PROVINCE

LecceNel Leccese
Ugento, no del Tar a una nuova discarica

Ugento, no del Tar a una nuova discarica

 
BrindisiL'episodio
Francavilla F.na, tenta di uccidere il cognato, arrestato

Francavilla F.na, tenta di uccidere il cognato, arrestato

 
TarantoUn 36enne
Consegnava eroina nascosta nei panini: arrestato a Taranto

Consegnava eroina nascosta nei panini: arrestato a Taranto

 
PotenzaLa polemica
Elezioni, blog 5 Stelle: «Pd elegge Pittella e 2 indagati»

Elezioni, blog 5 Stelle: «Pd elegge Pittella e 2 indagati»

 
GdM.TVNel foggiano
«Servizio completo»: così i 7 arrestati di S.Severo fornivano droga e sesso

«Servizio completo»: così i 7 arrestati di S.Severo fornivano droga e sesso

 
HomeL'operazione dei cc
Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

 
GdM.TVLo spettacolo sportivo
Matera 2019, Fiona May in scena stasera con «Maratona di New York»

Matera 2019, Fiona May in scena con «Maratona di New York»

 

La riflessione

Attenti a non fare il gioco dell’oca

«Il diritto all'ambiente e alla salute dei tarantini non diventi uno slogan buono solo per le campagne elettorali»

Ilva

Salvato l'acciaio, puntellato il Pil, tutelato il lavoro, per evitare che la storia si ripeta, in un mix formidabile di farsa e tragedia che Taranto non può permettersi, ora occorre che lo Stato faccia la sua parte, assicurando mezzi, fondi e strumenti. Il diritto all'ambiente e alla salute dei tarantini non diventi uno slogan buono solo per le campagne elettorali. 

Sei anni fa la magistratura sequestrò gli impianti dell'area a caldo dell'Ilva perché ritenuti – da una perizia non ancora confutata - fonte di malattie e morti per operai e cittadini. Quegli impianti, dopo l'esproprio governativo compiuto nel giugno del 2013 ai danni della famiglia Riva (che non finirà mai di santificare quel provvedimento, ché l'ha tolta da tutti gli impicci), passano ora ad ArcelorMittal, multinazionale dell'acciaio, chiamata ad investire circa 2 miliardi di euro per rimetterli a nuovo e andare così a bussare alla Procura di Taranto per ottenerne il dissequestro. Il quadro sancito ieri a Roma si chiude con la garanzia che nessun dipendente perderà il posto di lavoro.

Il dossier Ilva non può finire in archivio così, però. Non è giusto per una città che per 50 anni ha ospitato l'acciaieria più grande d'Europa, garantendo coils e lamiere alla Fiat e ad altre fabbriche italiane e subendo fumi ed emissioni incontrollate con la compromissione, urbanistica prima ancora che altro, di un territorio altrimenti bellissimo. E non serve a nessuno, perché altrimenti nel giro di pochi anni ci ritroveremo al punto di partenza, come un gioco dell'oca che il 4 marzo ha portato il Movimento 5 Stelle a sfiorare il 50 per cento dei consensi, eleggendo cinque parlamentari al grido di <Chiudiamo l'Ilva> e ieri sera, nella centralissima piazza della Vittoria, una di quei cinque parlamentari costretta a fuggire, protetta dalla polizia, inseguita dagli insulti e dalle urla di quelli che ormai possono essere considerati suoi ex elettori.

Che l'Ilva non dovesse, né potesse chiudere, era ormai chiaro da settimane. Non c'erano i soldi per garantire altrimenti 14mila stipendi e la promessa riconversione economica ma si è preferito rinviare ogni decisione, con un gioco di rimandi che alla fine non poteva non ritorcersi contro chi lo stava conducendo. Il vicepremier Di Maio, dopo aver siglato l'accordo tra azienda e sindacati, ha annunciato una legge speciale per Taranto, nel tentativo di placare la base del suo movimento, illusa per mesi. La legge speciale per Taranto non solo è utile e necessaria, giacché salvati i 14mila dipendenti dell'Ilva restano i 100mila residenti nel capoluogo e provincia ancora alla ricerca di occupazione, ma doveva essere la pre-condizione dell'accordo di ieri. Si è scelta un'altra strada ma ora altri errori non saranno ammessi, pena l'ulteriore perdita di credibilità di una classe dirigente incapace di guardare al generale, non in grado di affrontare un caso – e il caso Taranto è sui tavoli dei governi italiani ormai dal 2012 – e risolverlo in tutte le sue sfaccettature, dando ai cittadini la sensazione di uno Stato che non prende solamente ma è in grado anche di dare, di mettere a sistema un puzzle che è sicuramente composto da lavoro e produzione, ieri messe al sicuro, ma anche da ambiente e salute che erano i punti che hanno fatto esplodere l'affaire-Ilva. I tarantini sognano di vivere in una città nella quale non si debba correre il rischio di ammalarsi per condotte illecite altrui, peraltro coperte da immunità. Un sogno che ad oggi non si è ancora avverato.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400