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Suadente Tosca: «Metto in note l’attimo fuggente»

Suadente Tosca: «Metto in note l’attimo fuggente»

foto Riccardo Ghilardi

«Morabeza è malinconica allegria», l'artista in concerto questa sera al Teatro Apollo

02 Aprile 2022

Maria Agostinacchio

Atmosfere lontane e immaginifiche, raccontate nell’intimità di un salotto sudamericano scalderanno il concerto di Tosca organizzato dalla Camerata Musicale Salentina questa sera al Teatro Apollo di Lecce (ore 20,45) prima tappa in Puglia, domani a Molfetta.

Cantante, attrice, artista eclettica con un’innata propensione alla ricerca e alla sperimentazione, Tosca dal 1992, anno ufficiale dell’esordio nel mondo della discografia, ha pubblicato più di venti album tra studio, compilation e colonne sonore, e si è prodotta in performance di altissimo livello in ogni ambito dello spettacolo. Dopo il successo a Sanremo nel 2020, dove ha partecipato in cinque edizioni, ritorna in teatro. «In questo anno e mezzo di pandemia - dichiara- non si è fermata la musica ma l’industria della musica. La musica ha continuato a girare e molti artisti hanno lavorato con cachet ridotti, per il desiderio di lavorare. Ho guardato all’opportunità di aperture per i giovani artisti».

Questa sera Tosca presenterà “Morabeza”, l’album grazie al quale, nel 2020, ha ottenuto due Targhe Tenco, miglior interprete di canzoni e migliore canzone con “Ho amato tutto.”

“Morabeza in teatro”, un melting pot intimo, raffinato e allo stesso tempo popolare, un viaggio nelle atmosfere di colore e di calore di un immaginario salotto sudamericano in cui Tosca, attraverso un dialogo continuo con i suoi musicisti, interpreta dal vivo i brani dell’album, e non solo, spingendosi anche oltre i confini della sua ricerca musicale. In scena con Tosca i musicisti diretti da Joe Barbieri: Giovanna Famulari al violoncello, pianoforte e voce, Massimo De Lorenzi alla chitarra, Elisabetta Pasquale al contrabbasso e voce, Luca Scorziello alla batteria e percussioni, Fabia Salvucci alle percussioni e voce.

Il viaggio inizia nel 2018 con la tournée internazionale da Algeri a Tunisi attraverso Brasile, Francia e Portogallo

«È stato un lungo cammino senza frontiere intorno alla musica e alle parole al termine del quale è nato il documentario “Il suono della voce” per la regia di Emanuela Giordano presentato in anteprima assoluta alla Festa del Cinema di Roma. Il titolo nasce dalla canzone “Il suono della voce”, un regalo di Ivano Fossati. Le immagini incorniciano i volti, le voci, le atmosfere che ho vissuto, fatte di interviste, concerti e incontri poi confluiti nel disco “Morazeba”.

“Morabeza” è una parola dal suono evocativo. Come nasce?

«È una parola che ho sentito a Capoverde e sta ad indicare la bellezza dell’attimo che fugge e non torna, un invito a vivere il momento con saudade mista ad alegria. Il disco costruisce un ponte fra la radice italiana e le musiche d’altrove dialoganti in francese, portoghese, arabo, italiano e romanesco. Proprio perché la nostra radice è stata considerata obsoleta, facilmente soppiantata da una musica che potrei definire “americana di seconda generazione”, sono partita dalle mie sponde, dalla consapevolezza delle nostre radici per andare in altri luoghi. Bisogna porre molta attenzione nelle contaminazioni: vado in giro per portare ciò che è mio per rivestirlo di ciò che è altro senza rinunciare alla mia radice. Questo crea una nuova visione, una nuova cultura che profuma di tutti i suoni e i colori».

Questo è il suo decimo disco e ascoltandolo è una festa della musica.

«È così, viene celebrata la musica e quanto tutto il passaggio in questa vita sia scandito dall’ arte dei suoni. La semplicità del progetto è contagiosa e unica, così le note entrano nel cuore. Per questo lavoro ho incontrato tantissimi artisti Ivan Lins, Arnaldo Antunes, Cyrille Aimée, Luisa Sobral, Lenine, Awa Ly, Vincent Ségal, Lofti Bouchnak, Cèzar Mendes e ovviamente Joe Barbieri che ha prodotto e arrangiato il disco. Dovunque ci muoviamo portiamo “regali sonori” ad hoc e anche questa sera abbiamo pensato alla Puglia».

Domanda al femminile. Lei è sempre attenta al look: come veste in questo tour?

«Vesto abiti creati per me da Etro con sapienza artigianale: gonne colorate con tessuti preziosi e ricami ma indosso anche gioielli scaramantici».

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