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Lettere alla Gazzetta

Salviamo i palazzi storici della regione

Il bellissimo articolo di Bianca Tragni sull'architettura perduta del «murattiano» («Gazzetta» di martedì 16 maggio) non provoca, a mio giudizio, soltanto nostalgia. Ma soprattutto rabbia e un fortissimo risentimento verso la demolizione o lo scempio di stupefacenti fabbricati ottocenteschi, operato nei nuclei urbani dalla sedicente moderna attività edificatoria, in corso da più di mezzo secolo e tutt'ora a pieno ritmo, da parte di costruttori edili, tecnici progettisti e redattori di piani urbanistici, su impulso politico-amministrativo di moltissimi Comuni del nostro bistrattato Mezzogiorno.
Quei palazzi erano monumenti di tufo e di pietra locali ed alcuni ancora sopravvivano, grazie ai grandi sacrifici che i proprietari sono costretti a fare per la loro costosissima manutenzione. Non facciamo che spariscano anche quelli, come sta succedendo a quegli «altri» monumenti vegetali del Salento, che continuano a sparire appunto per mancanza di manutenzione.

Franco Muolo, Monopoli (Bari)

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