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Lettere alla Gazzetta

Si può approvare una legge liberale

Il testo di legge sul testamento biologico, lunedì 13, è arrivato alla Camera. In Aula erano presenti solo 20 deputati per la discussione sul “fine vita”. In compenso, fuori dai palazzi del potere, davanti a Montecitorio, c’era un gruppo numeroso di Radicali, di simpatizzanti, di attivisti, di rappresentanti dell’associazione Luca Coscioni, i quali hanno organizzato un presidio. I timori di Marco Cappato sono legittimamente fondati: “Il rischio maggiore è quello della tattica e delle manovre in atto per allungare i tempi, sperando che la Legislatura finisca prima dell’approvazione della legge”. I Radicali, da sempre attenti alle tematiche eticamente sensibili e a tutte le grammatiche del vivente, esigono subito una doverosa legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento. Effettivamente, i tempi sono maturi. Fra i politici persiste ancora qualche piccola e residua sacca di fondamentalismo, ma non siamo oggi di certo ai tempi della triste vicenda di Eluana Englaro, quando il Parlamento si spaccò trasversalmente e volgarmente, in nome d’un mortifero e improduttivo bipolarismo etico. Oggi, ci sono tutti i numeri per approvare finalmente una liberale legge sul testamento biologico.

Marcello Buttazzo, Lequile (Lecce)

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