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Lettere alla Gazzetta

La cultura al tempo della disoccupazione

Vorrei evidenziare da disoccupata una questione che, a mio modesto avviso, meriterebbe di essere affrontata. La problematica attiene alla possibilità di ”usufruire” della cultura gratuitamente, senza limiti di età. Mi spiego meglio. Vi sembra giusto che noi (giovani professionisti) disoccupati, solo perché utraventiseienni dobbiamo entrare nei musei ovvero partecipare a mostre pagando tariffa piena? Non capisco perché i pensionati (già percettori di una fonte di reddito) debbano avere sconti ed agevolazioni e noi disoccupati, vittime di questa infame società, dobbiamo pagare per le nefandezze dei politici, disattenti alle urla di dolore che si innalzano dietro i fili spinati, in cui sono rinchiusi e mortificati i nostri sogni, le nostre attitudini e la nostra voglia di fare cultura. Noi non siamo nati “a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”.
Premesso ciò, mi rivolgo alle istituzioni per far sì che questa osservazione sollevata, meriti la giusta attenzione e che questo esercito di inoccupati possa avere almeno il diritto di partecipare attivamente e gratuitamente alla vita culturale di questo Paese, senza sentirsi costretto a rinunciarvi, perché “senza conoscenza non c’è cultura e senza cultura non c’è vita”.

Marialisa Stigliano, Altamura (Bari)

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