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Lettere alla Gazzetta

Bullismo dilagante a scuola. È anche colpa dei presidi

Sembra di essere andato in pensione appena l’altro ieri. In realtà sono passati già cinque anni da quando ho lasciato il posto di Provveditore agli studi di Bari e Bat, sentendomi, credetemi, come l’ultimo dei Mohicani in quanto avevo compreso che nell’ufficio da me diretto si sarebbe instaurato un lungo periodo di oscurantismo. Cosa peraltro che è avvenuta.
Ancora oggi, però, seguo con molta attenzione le notizie sulla scuola autonoma attraverso i media o grazie al mio cellulare che continua a squillare, in quanto il numero è stato immortalato sul portale dell’ex Ufficio scolastico provinciale di Bari.
Ebbene, posso affermare, senza timore di essere smentito, che se atti di bullismo continuano a verificarsi ancora a scuola è colpa della stessa scuola. Difatti la scuola di oggi lascia molto a desiderare perché così com’è non va. Non va perché è crollato, tra l’altro, l’asse centrale della scuola: il capo d’istituto con funzioni di guida e di vigilanza.
Il dirigente scolastico, in molti casi, non sempre è presente quotidianamente a scuola in quanto dedito ad espletare altri compiti; addirittura è poco concentrato sui problemi della propria scuola perché affaccendato in altri impegni non scolastici; in moltissimi casi non possiede adeguate conoscenze giuridiche, colpa degli attuali criteri di reclutamento che non tengono in assoluto conto delle professionalità necessarie per dirigere e gestire una istituzione scolastica con l’obiettivo di raggiungere ottimi risultati; inoltre, è propenso a delegare ad altri compiti importanti pur di non trattarli in prima persona, evitando volutamente rapporti con studenti e loro famiglie.
La scuola, dunque, senza la guida del dirigente scolastico è un gran caos, per fortuna con le solite e nobili eccezioni. In essa, molto spesso, si evidenzia l’assenza di disciplina, di controllo e di ordine.
La scuola non è più sicura, tanto che si ha il timore che non sia più un ambiente educativo e di sano apprendimento. In essa si registrano quotidianamente episodi di bullismo, razzismo, aggressioni, furti ed estorsioni.
La violenza nelle scuole riguarda ormai tutti. È diventato un fenomeno che richiede con urgenza delle risposte educative di grande respiro: non si tratta soltanto della violenza degli studenti verso i docenti, ma di una violenza generalizzata, spesso anche dei docenti ai danni degli studenti, che consiste, ad esempio, in violenze fisiche e punizioni psicologicamente umilianti.
Questa violenza scolastica, però, non è altro che il riflesso della diffusa violenza presente nell’attuale nostro sistema sociale. Difatti, questa società sembra essere impazzita, a causa di una persistente conflittualità, rivalità, scontentezza.
Ed allora, occorre impegnarsi per evitare che il nostro Paese vada in malora, bisogna recuperare la memoria, occorre ritornare alla cultura delle regole, iniziando dalla famiglia, con l’aiuto della scuola, della società ed aggiungerei anche della chiesa.

Giovanni Lacoppola, ex Provveditore agli Studi di Bari

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