Domenica 20 Gennaio 2019 | 03:21

Lettere alla Gazzetta

Accordo con la Libia sui migranti? Una musica già sentita

Il recente accordo del Governo con Tripoli, per fermare i migranti, non può non riportare alla memoria quel “patto di amicizia”, tra Berlusconi e Gheddafi, del 2008, che aveva come slogan: “meno clandestini sulle nostre coste e più petrolio”. Accordo col quale il nostro Paese si impegnò a risarcire l’ex colonia africana, con circa 5 miliardi di dollari in 20 anni e che di fatto determinò la creazione di veri e propri lager in Libia, come unico sistema adottato dal dittatore per arginare il fenomeno temuto dall’Italia! Non dimentichiamoci che questa notizia di un nuovo accordo con i libici viene – meglio tardi che mai - dopo che il nostro Paese si è sottomesso per diversi anni a quella operazione, nata col pieno consenso dell’UE e nota col nome TRITON, che ha consentito a navi europee (irlandesi, finlandesi, danesi, svedesi), di andare a prendere migliaia di immigrati fino in Libia, per scaricarli tutti nei nostri porti di Lampedusa, Palermo e Pantelleria. “Forze armate trasformate in tassisti di clandestini”, sentenziò un noto quotidiano politico di opposizione. E forse non avevba tutti i torti. E col beneplacito della UE, intendiamoci.

Armando Santoro, Bari

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