Martedì 22 Gennaio 2019 | 19:56

LETTERE ALLA GAZZETTA

Il fallimento dell’Europa tecnocratica

L’uscita della Gran Bretagna dalla UE, secondo il pensiero di alcuni politici e non solo, sancisce il fallimento dell’Europa dei tecnocrati, che negli ultimi hanno ha badato più a legiferare sulla lunghezza delle banane e sulla tutela dei tonni tropicali, piuttosto che sui problemi. della immigrazione (povera Pantelleria!”).
Per non parlare delle manovre di austerity, che hanno prodotto per le nostre piccole e medie imprese asfissia, anziché sviluppo, recessione e calo della produzione, occupazione e consumi, tranne che per la Germania.
Il signor Junker, anziché erigersi a paladino della signora Merkel, ci spieghi, nelle more di vedere gli effetti di questa dèbacle (per ora sappiamo che i corsi Erasmus in Inghilterra costeranno di più e sai che tragedia!!) perché dobbiamo essere felici dopo aver versato in 6 anni 109.7 miliardi, ricevendo contributi solo per 71,8 molti dei quali continuano a dispersi in corsi di formazione truffaldini, che tutto producono tranne che posti di lavoro. E non parliamo poi dell’embargo alla Russia, tuttora in vigore, che ha fatto perdere all’Italia esportazioni per 35 miliardi, dei quali ben 18 alla nostra regione puglia. Verrebbe da pensare che l’Europa dovrebbe restare in piedi, solo se fosse in grado di cambiare radicalmente rotta. A Junker bisognerebbe poi spiegare che se ridessimo sovranità alla nostra lira, con quella potremmo pagare i nostri debiti di bilancio, senza toglierci il cappello davanti a nessuno. Come fanno da decenni gli Stati Uniti, e i risultati si vedono.

Armando Santoro, Bari

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