Far decollare la percentuale di raccolta differenziata non ritirando i rifiuti dalle strade. È la strategia adottata da Kyma Ambiente e dal Comune di Taranto emersa durante l'ultimo incontro della Commissione Ambiente durante il quale è stato spiegato che i dirigenti dell'ex Amiu hanno suggerito di raggiungere l'obiettivo del 35 per cento di differenziata entro la fine dell'anno, ma con un escamotage. In sostanza non è il numero di cittadini che differenzia i rifiuti ad aumentare, ma semplicemente diminuisce la quantità complessiva di rifiuti da conferire: in altre parole la quantità di differenziata resta uguale, ma assume una percentuale maggiore se il numero complessivo di rifiuti ritirati si riduce.
Una strategia che quindi sembra condannare interi quartieri come Tamburi e Paolo Vi a continuare a convivere con i cumuli di rifiuti per diversi mesi. I mezzi di Kyma, infatti, certamente non ritireranno l'immondizia dalle strade almeno fino al 10 dicembre, data intorno alla quale è previsto un primo sondaggio per il calcolo della percentuale, ma non si esclude che la “monnezza” possa restare a cielo aperto anche fino alla fine dell'anno
Insomma la proliferazione delle montagne di sacchi maleodoranti al momento è voluta per evitare che il Comune perda anche quest'anno contributi e sgravi per il dato troppo basso del riciclo: un fenomeno che certamente non dipende solo dalla mala gestione del sistema di raccolta, ma anche dell'inerzia di molti utenti a differenziare secondo le regole. Un problema che in realtà arriva da molto lontano e che l'Amministrazione Bitetti si è ritrovata come patata bollente tra le mani: la soluzione scelta per combatterla, però, al momento sembra una strada rischiosa.
Da settimane infatti i cittadini di diversi quartieri protestano per le condizioni igienico sanitarie in cui sono costretti a vivere. Anche i commercianti hanno denunciato la grande quantità di immondizia che “decora” gli ingressi degli esercizi. Fino a questo momento, però, la linea dura di Kyma Ambiente sembrava legata al braccio di ferro con chi non ne vuole sapere di rispettare le regole, ma dopo quanto emerso in Commissione la fermezza appare più legata al risultato da portare a casa fine anno. Un traguardo che permetterebbe al Comune di ottenere bonus che allieverebbe le casse di Kyma Ambiente già profondamente in rosso.
Intanto entro il prossimo 23 dicembre sarà comunicata la data del consiglio monotematico sui rifiuti chiesto dai consiglieri comunali di opposizione: nelle scorse ore infatti la richiesta di convocazione è stata sottoscritta dai consiglieri Mirko Di Bello, Annagrazia Angolano, Emiliano Messina, Tiziano Toscano, Luca Lazzaro, Gianpaolo Vietri, Adriano Tribbia, Francesco Tacente, Gianni Azzaro, Massimiliano Stellato e Massimiliano Di Cuia. Nel documento hanno evidenziato che «occorre promuovere una riflessione consiliare approfondita sullo stato della raccolta differenziata, sull’adeguatezza dei mezzi e del personale, sui progetti di innovazione e digitalizzazione del servizio e sulle campagne di sensibilizzazione ambientale» ricordando che «permangono gravi criticità operative, ritardi nella raccolta e un livello di differenziata ancora lontano dagli obiettivi fissati dalla Regione Puglia e dalle direttive europee». Ritardi che tuttavia, ora sembra non proprio figli del caso, ma di scelte consapevoli.
È quanto scrive il presidente di Kyma Ambiente Alfredo Spalluto in una nota al nostro quotidiano con cui aggiunge che «non corrisponde a verità che la Kyma Ambiente per aumentare la percentuale della differenziata avrebbe scelto di non raccogliere i rifiuti. Al contrario la Kyma Ambiente sta aumentando sensibilmente i risultati della differenziata che in 3 mesi è passata dal 27 per cento al 33.50 circa grazie agli sforzi che si stanno facendo da parte di tutti i soggetti impegnati. Al contrario si registra una condotta deplorevole da parte di coloro che commettono il reato di abbandono di rifiuti per strada e che vanno perseguiti a norma di legge. La Kyma poi provvede a raccogliere i cumuli abbandonati ma questo avviene a spese di tutta la collettività e non è giusto. Si ricorda, infine, che è sempre in vigore il calendario secondo il quale si pratica la raccolta della differenziata e che i cittadini, nei quartieri dove è prevista come i Tamburi, non devono conferire i sacchetti indifferenziati tutti i giorni ma soltanto il martedí come avviene in tutta Italia. Ovviamente devono utilizzare le Pattumelle o i contenitori assegnati. In merito ad ipotesi di lavoro differenti il sottoscritto non sarebbe stato disponibile».
La Gazzetta, precisando che la riunione era della Commissione Attività produttive e non dell’Ambiente, conferma integralmente quanto scritto.















