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Matera si illumina per «spegnere» l'artrite psoriasica

 

Matera si illumina per «spegnere» l'artrite psoriasica

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Matera ha fatto clic e, con l’illuminazione delle facciate esterne del Palazzo del Governo, ha fatto luce su una patologia spesso sottovalutata e sui bisogni ancora insoddisfatti dei pazienti con artrite psoriasica. In Italia, essa colpisce circa 250.000 persone tra i 30 e i 50 anni e in egual proporzione tra uomini e donne, la cui qualità di vita ne è sconvolta.

Il progetto di illuminazione è dedicato alla memoria del reumatologo lucano Ignazio Olivieri, che tanto impegno ha dedicato alla cura e allo studio della patologia. La luce evidenzia la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche che migliorano le prospettive di salute e di qualità di vita dei pazienti.

Perché Matera? A parte il ricordo del dr Olivieri, Matera è stata scelta a seguito di un social contest lanciato nel 2017 dall’azienda biofarmaceutica Celgene - in cui gli utenti della rete sono stati invitati a proporre un monumento o un luogo pubblico da riqualificare dal punto di vista dell’illuminazione e le proposte sono state votate online e condivise sui social media. Tra i più votati e selezionati dalle varie associazioni di pazienti, la città di Matera. Si tratta di una malattia infiammatoria cronica che coinvolge principalmente le articolazioni provocando gonfiore, calore, arrossamenti, rigidità articolare, ecc

Si manifesta anche con una componente dermatologica spesso sottovalutata, associata a manifestazioni cutanee come chiazze arrossate principalmente su gomito, ginocchia, cuoio capelluto e regione lombare. Altre manifestazioni sono la dattilite (infiammazione delle dita di mani e piedi: “dito a salsicciotto”) e l’entesite (infiammazione dei siti di inserzione di tendini o legamenti nelle ossa), provocando dolore e difficoltà nei movimenti, al punto da comportare delle vere e proprie disabilità. Tra le forme di artrite è certamente la più complessa per l’imprevedibile manifestarsi dei sintomi che – dice Ugo Viora, ANMAR Italia - non vengono immediatamente ricondotti alla patologia, con un frequente ritardo nella diagnosi”.

“L’artrite psoriasica è ancora una malattia poco considerata e poco riconosciuta, pur essendo invalidante nelle sue forme gravi, con conseguenze importanti sulla qualità di vita di chi ne soffre”. Le associazioni pazienti hanno un ruolo fondamentale nel colmare il gap informativo nei confronti delle persone affette dalla malattia. “Illuminare significa rendere il paziente più informato e aiutarlo ad avere un ruolo sempre più attivo” ( Maddalena Pelagalli, APMAR) “Illuminare significa per noi fornire educazione e formazione ai pazienti affinché possano acquisire conoscenze e competenze utili per essere decisori della propria salute”, spiega Linda Henderson, Accademia dei Pazienti Onlus - EUPATI Italia.

“Il progetto Light On è stato emozionante perché ha portato alla luce una patologia poco riconosciuta e dall’impatto sottostimato, a beneficio di tutti. “ L’artrite psoriasica (AP) è una malattia infiammatoria cronica delle articolazioni (caratterizzate da dolore, gonfiore, calore, rigidità articolare e a volte arrossamento) associata alla presenza di psoriasi cutanea o alla familiarità per psoriasi. Nella maggioranza dei casi (75%), la psoriasi precede la comparsa di artrite; più rara è l’insorgenza contemporanea del coinvolgimento articolare e cutaneo (15%) mentre ancora meno frequente è la comparsa dell’artrite prima della psoriasi (10%). La psoriasi, invece, è una malattia infiammatoria della pelle, solitamente cronica, non infettiva. Le manifestazioni più comuni sono rappresentate da chiazze arrossate ben delimitate ricoperte da desquamazioni color argento o opalescenti. Le lesioni sono di varie dimensioni e la severità può variare da pochi punti di desquamazione di tipo forforoso a forme più estese con esfoliazioni ed eruzioni più importanti.

Il prurito non è sempre presente. Le sedi cutanee più interessate sono: gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, regione lombare; meno frequentemente può manifestarsi nelle superifici di flessione, sui genitali, sulla pianta dei piedi e il palmo delle mani. Possono essere coinvolte anche le unghie delle mani e dei piedi che appaiono ispessite, giallastre e di consistenza friabile, con irregolarità della superficie. L’AP, in soggetti geneticamente predisposti, sotto l’influenza di fattori scatenanti (traumi fisici, infezioni, stress, etc.), il sistema immunitario che normalmente difende l’organismo dall’aggressione di agenti esterni, può attaccare le articolazioni e la pelle ed è subito artrite psoriasica.

La terapia è consigliata dal medico in base alla storia clinica del paziente, alla severità del coinvolgimento articolare e alla tollerabilità ai diversi tipi di farmaci. Obiettivi della terapia sono quelli di alleviare il dolore, ridurre il gonfiore, prevenire il danno articolare. Se gli antinfiammatori non sono ben tollerati o non sufficienti, si passa a un’altra categoria di medicinali, i farmaci antireumatici che modificano la malattia, tra cui il metotrexato.

Il passo successivo, in caso di mancata risposta, è il ricorso ai farmaci biologici (uno dei maggiori progressi recenti), che hanno rivoluzionato il trattamento di molte malattie reumatiche. Presupposto fondamentale per il successo della terapia, soprattutto quando l’artrite è associata alla psoriasi, è agire sia sul fronte cutaneo sia su quello articolare, tenendo conto che alcuni farmaci possono aggravare la forma cutanea.

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