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La neurologia dà i numeri ed è subito paura

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

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Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Un miliardo di persone, nel mondo, sono gravate da un disturbo neurologico di rilievo che incide sul loro equilibrio psico-fisico e relazionale e ne deteriora la qualità di vita.

In Italia: 5 milioni soffrono di emicrania, tra cui l’emicrania cronica (dolore costante per oltre 15 giorni al mese) in particolare donne; 120.000 di sclerosi multipla, una malattia che induce disabilità progressiva e che necessita di servizi sanitari e assistenziali continui; 150.000 i casi di Ictus con circa 800.000 persone che sono sopravvissute allo stroke ma che portano i segni di invalidità causati dalla malattia; 300.000 i pazienti con Malattia di Parkinson; 1 milione le persone affette da decadimento mentale.

La demenza colpisce 46,8 milioni di persone nel mondo ed è previsto che, entro il 2050, il suo numero raggiungerà 131,5 milioni: ogni anno, saranno 9,9 milioni i nuovi casi: 1 ogni 3 secondi.

“Ma la neurologia sta cambiando il volto ed il futuro di queste malattie, lo stesso neurologo, con un numero indicibile di nuovi mezzi diagnostici e terapeutici, ha acquisito maggiori possibilità di curare/guarire. Nuovi strumenti mettono allo scoperto minimi particolari del cervello, farmaci vi entrano per curare, marcatori biologici sbugiardano false apparenze e scoprono il segreto delle patologie. Possiamo, inoltre, beneficiare dell’innovazione digitale per monitorare, anche a distanza, l’evoluzione della malattia”.

L’Italia è al centro del processo di cambiamento. Una rivoluzione, questa, annunciata, all’unisono dai prof. Gianluigi Mancardi, università, Genova, presidente della Società Italiana di Neurologia che celebra, a Roma, il suo 49° Congresso nazionale, Alfredo Berardelli università la sapienza, Roma, presidente del congresso, Fabio Frediani, ospedale s. Carlo Borromeo, Milano, Danilo Toni, policlinico Roma, Mario Zappa, università Catania.

“La sfida della neurologia italiana per il futuro si presenta impegnativa e sarà necessario uno sforzo comune per mantenere i livelli scientifici (siamo al 7° posto nel mondo per il numero di pubblicazioni scientifiche in neurologia) mentre la qualità dell’assistenza medica, seppur di buon livello, deve fare i conti con i modesti investimenti in sanità”.

“In particolare – dice Mancardi - novità della ricerca in campo di sclerosi multipla: terapie con anticorpi monoclonali, anti linfocitarie B e farmaci che agiscono sui recettori della sfingosina 1 fosfato. Il trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche si propone per alcune delle forme”.

“La malattia di Parkinson si avvale, ora, di sistemi di telemonitoring sì che – dice Berardelli – controllano minuto per minuto le variabilità, nella giornata, di voce, mobilità digitale, marcia, equilibrio e tempo di reazione sulla cui base il neurologo può monitorare terapia ed interventi fino alla tele riabilitazione. All’orizzonte, gli anticorpi monoclonali”.

Prevenzione è l’arma attuale nei riguardi del decadimento mentale , mentre – dice il prof. Carlo Ferrarese (università Milano Bicocca) – il declino cognitivo lieve, può essere rallentato dai farmaci.

Per la diagnosi di malattia di Alzheimer, la PET permette di segnalare il rischio, ancor prima che si presentino i gravi deficit cognitivi, favorendo l’adozione di intervento preventivo con molecole che bloccano gli enzimi (Beta secretasi) che inducono la produzione di beta-amiloide (il cui accumulo causa la malattia) oppure gli anticorpi capaci di distruggere la malfattrice.

Si tratta di anticorpi che, prodotti in laboratorio e somministrati sottocute o endovena, penetrano nel cervello e sono capaci di rimuovere la beta-amiloide ancor prima del suo pericoloso accumulo”.

Rivoluzione anche nella terapia delle cefalee grazie a nuove bioterapie specifiche: anticorpi specifici bloccano l’attività di una piccola proteina (CGRP) responsabile dell’attacco emicranico: “efficacia notevole , tollerabilità impressionante. Un nuovo modo di curare il paziente emicanico” (prof. Frediani).

La tossina botulinica si conferma per le forme croniche con una somministrazione al mese od ogni 3 mesi.

Buone nuove anche per l’ictus ischemico: la trombolisi farmacologica ha trovato nell’innovativo tenekteplase una migliore alternativa, in molti casi, alla trombectomia (prof. Toni).

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