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La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Rinnovato a Roma, patto tra le forze politiche (tutti i Gruppi) e le 21 associazioni di pazienti oncologici ed onco-ematologici per migliorare la presa in carico dei pazienti oncologici e realizzare il progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”. In Italia oltre 3.300.000 (5% della popolazione) persone convivono con un tumore cui, nel 2017, si sono aggiunti 373.000 nuovi casi di cancro.

Nonostante il buon livello del nostro SSN, anche in oncologia, ci sono disparità di trattamento che originano tempi e qualità della prestazione diversi e spesso conflittuali. “Intravedo ora la possibilità di avere con le Istituzioni un dialogo più maturo e fattivo che sappia scardinare – dice A.M. Mancuso, presid. SaluteDonna onlus - certe politiche che ancora oggi, specie in alcune Regioni - rendono arduo il cammino delle persone colpite da tumore”. “L’atto di indirizzo politico – ha detto il sottosegretario Garavaglia - impegnerà il Governo sui 15 punti elencati nell’Accordo, rispecchiando le intenzioni di tutti i soggetti che partecipano al progetto ed aprirà riflessione sugli strumenti utili per assicurare la migliore presa in carico dei pazienti”. “L’attivazione di Reti di patologia nel SSN in ambito Oncologico ed Ematologico – ha detto la prof. Giorgina Specchia direttore ematologia con trapianto del policlinico università di Bari - sta contribuendo ad ottimizzare ed uniformare i percorsi di diagnosi e cura di tutti i pazienti affetti da neoplasie del nostro Paese. Nel 2009 gli ematologi delle 9 UOC di Ematologia della Regione Puglia hanno condiviso la necessità di istituire un “Network organizzativo e Professionale” per individuare le diverse problematiche dell’ematologia regionale, proporre modelli organizzativi specifici nell’ambito della Programmazione Sanitaria Regionale.

La Rete Ematologica Pugliese (REP) fin dall’istituzione (2010) si è proposta come “partner qualificato” delle Istituzioni per ottimizzare le risorse umane e tecnologiche, garantire al paziente ematologico un percorso di cura ottimale ed uniforme su tutto il territorio regionale tenendo conto delle continue acquisizioni scientifiche in campo diagnostico e terapeutico e operare un contrasto alla migrazione sanitaria passiva garantendo una migliore qualità di vita con la famiglia nella sua terra. L’impegno di tutti gli ematologi della REP ha consentito di attuare già molti degli obiettivi, ma anche di collaborare con il territorio interagendo con l’Ordine dei Medici, con gli specialisti di altre discipline come ad esempio con i cardiologi creando un Network di Cardio-Ematologi per lo screening e monitoraggio del rischio-cardiologico soprattutto di alcuni farmaci innovativi e molto efficaci in alcune patologie.

In via di realizzazione, l’ospedalizzazione domiciliare e telemedicina; programmi di terapie domiciliari con il supporto dell’AIL; corsi di formazione specialistica per i giovani ematologi e gli internisti; sito web REP. Ma i propositi e le iniziative funzionano solo se essi si mutano in realizzazioni a favore dei malati per garantire ad ogni paziente la migliore cura oggi disponibile nel mondo.

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