Il segnale che la politica non intende abbandonare il dossier sanità è stato dato anche ieri, quando Antonio Decaro si è presentato a sorpresa - con il nuovo assessore Donato Pentassuglia - al Pronto soccorso del «Perrino» di Brindisi. Ma la priorità immediata della nuova giunta regionale è l’Acquedotto Pugliese, la principale azienda pubblica del Mezzogiorno che è al centro di un percorso di trasformazione e che - al momento - si ritrova nei fatti senza governance.
Il consiglio di amministrazione dell’Acquedotto è scaduto dall’estate del 2024, e - con le dimissioni di Rossella Falcone, l’ex assessora di Vieste nel frattempo eletta consigliere regionale con la maglia del Pd - è pure privo del numero legale. L’azienda in base al codice civile è quindi tecnicamente affidata al collegio dei revisori. Ma dopo il via libera al trasferimento del 20% delle azioni ai 257 Comuni pugliesi, condizione indispensabile per mantenere la gestione pubblica, bisogna anche avviare il Comitato di coordinamento e controllo cui spetta (tra l’altro) esprimere decisioni vincolanti per il cda: il trasferimento formale delle azioni dalla Regione richiederà diversi mesi, perché non tutti i Comuni stanno sottoscrivendo i disciplinari. E certo non si può lasciare la più importante società regionale senza una guida.
Il dossier è nelle mani del capo di gabinetto di Decaro, Davide Pellegrino, che è già di nuovo a pieno titolo immerso nei meccanismi complessi della Regione...














