«Rafforzare la vigilanza ispettiva nello stabilimento di Taranto per garantire l’immediato ripristino dei massimi standard di sicurezza, al fine di scongiurare il ripetersi di simili drammatici eventi». È la richiesta formulata dai deputati del Movimento 5stelle Patty L’Abbate e Dario Carotenuto durante il Question time alla Commissione Lavoro della Camera dopo l'infortunio mortale nell’ex Ilva costato la vita all'operaio 47enne Claudio Salamida.
Nell'interrogazione la viceministra Maria Teresa Bellucci i due parlamentari hanno chiesto «di vederci chiaro, sollecitando azioni tempestive e incisive per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, peraltro, in un momento cruciale per il futuro dello stabilimento ancora senza un assetto proprietario definitivo che dia sufficienti garanzie sulla pianificazione degli investimenti per la salute dei lavoratori, la manutenzione e il rilancio degli impianti». Com'è noto, dopo il gravissimo incidente all’acciaieria 2 dello stabilimento siderurgico, la zona della tragedia è stata sottoposta a sequestro probatorio senza facoltà dalla Procura di Taranto che ha aperto un’inchiesta per fare chiarezza sulle cause e accertare le responsabilità: Salamida è caduto da un'altezza di sette metri a causa di una griglia metallica non fissata al quinto livello del reparto dove il 47enne stava lavorando. L'inchiesta avviata dalla Procura conta al momento 17 indagati e tra questi, il direttore generale di Acciaierie d'Italia Maurizio Saitta, il direttore dello stabilimento Benedetto Valli e poi l'intera catena di comando della fabbrica dal vertice fino a capi squadra. A questi si aggiunge anche il preposto della società che ha eseguito i lavori di manutenzione all'impianto terminati qualche giorno prima dell'incidente mortale. Si tratta della Peyrani Spa (che nulla ha a che fare con la Peyrani Sud)...














